
Il concetto è antico quanto rivoluzionario. Per costruire una città veramente democratica e civile c’è bisogno di un bagno di trasparenza nel quale immergere Palazzo dei Priori.
Le recenti notizie venute a galla in seguito all’importante inchiesta condotta dal pubblico ministero Massimiliano Siddi sui rifiuti fanno emergere l’esistenza di un problema molto grave.
E il problema non sono certo i reati emersi e tutti da convalidare in tribunale. Il problema è la carenza di trasparenza su questioni così importanti per una città moderna come la gestione dei rifiuti.
Da mesi con La Fune ci battiamo per spingere il Comune di Viterbo a firmare il protocollo Zero Waste e avviare una gestione rifiuti all’avanguardia e capace di generare davvero risparmi per i cittadini e posti di lavoro. Non ci hanno ancora voluto ascoltare. Ci siamo chiesti tanti volte perché. Oggi siamo tentati a darci delle risposte partendo da quanto sta emergendo dai dettagli dell’inchiesta Vento di Maestrale.
Ma non vogliamo pensare male, vogliamo pensare a un difetto di gestione del potere e non ad altro. Per questo siamo convinti che l’amministrazione Michelini, scottata da questa pesantissima inchiesta, vorrà da adesso in poi dedicarsi alla costruzione di un sistema di gestione dei rifiuti perfetto. Vorrà iniziare un cammino verso l’ingresso di Viterbo nel protocollo Zero Waste. Così da poter garantire ai viterbesi il risparmio sulle tasse dei rifiuti e generare posti di lavoro.
La trasparenza in un settore così delicato, con la pubblicazione sul dimenticato sito del Comune (andate a vedere che data portano le notizie più recenti e avrete un collasso d’incredulità) del contratto di gestione, delle tabelle di vendita dei materiali riciclati (con tanto di specifica su chi ha acquistato vetro, carta, plastica e altro differenziato dai viterbesi) e dei dati relativi alla pulitura della città permetterebbe maggiore controllo da parte di ogni singolo cittadino.
E il controllo è la base del buon governo, la base della democrazia. Vittorio Galati, per esempio, se ci fosse stata trasparenza non avrebbe avuto bisogno di fare così tante interrogazioni sul tema. E non avrebbe dovuto subire, da consigliere, l’umiliazione di avere risposte blande. Quando è stato fortunato ad averle.
E noi de La Fune non avremmo dovuto scrivere tanti articoli per chiedere quanta carta, vetro, plastica sono stati riciclati e venduti, a chi e per ricavare quanto. E il discorso sulla trasparenza vale per tutto. E a proposito di come garantire trasparenza, di come rendere di vetro Palazzo dei Priori, nelle prossime ore lanceremo un’idea destinata a fare molto rumore.
All’amministrazione Michelini non resterà che farla propria, dimostrando così attaccamento alla democrazia e al buon governo. Esiste già altrove. Non vediamo l’ora di scrivervi e raccontarvi questa grande rivoluzione. Siamo sicuri che sarà una bomba. Portate pazienza e preparatevi.


















