
VITERBO – Rifiuti abbandonati per le vie della città, soprattutto del centro storico, senza il minimo rispetto delle regole. Così l’immagine di Viterbo ne risulta mortificata e il tutto produce costi per la collettività, costretta a coprire le spese degli interventi straordinari di Viterbo Ambiente.
Un qualcosa di inaccettabile per Palazzo dei Priori, che ha deciso di utilizzare il pugno di ferro. Stamattina una situazione “anomala” di abbandono di rifiuti è stata verificata su via Matteotti. Tante le segnalazioni, soprattutto via social.
Preso atto della situazione il Comune ha attivato il nucleo ambiente, che ha effettuato un sopralluogo e aperto i sacchi.
A raccontare il contenuto di quello che c’era dentro è la stessa sindaca Chiara Frontini: “Sono stati rinvenuti rifiuti di plastica (che si conferisce il giovedì), pannoloni da anziano (che Viterbo Ambiente ritira tutti i giorni a domicilio su richiesta, gratis), residui della pulizia di una cantina, o di una terrazza”.
“Sono in corso gli accertamenti per individuare l’autore, o gli autori, dell’errato conferimento. A seguire, Viterbo Ambiente ha rimosso i rifiuti. La risoluzione dell’abbandono è avvenuta in circa tre ore dalla segnalazione”. Fa presente il primo cittadino.
Per ogni conferimento irregolare di rifiuti sarà necessario indagare per individuare gli autori e possono tornare molto utili, soprattutto nel centro storico, le molte telecamere già presenti. Anche se per andare a stroncare il fenomeno sarebbe opportuno potenziare la presenza di questi occhi elettronici così da potere individuare in maniera certa gli autori dell’abbandono improprio di rifiuti.
“Lo scorso anno abbiamo aumentato le sanzioni ai trasgressori dell’ordinanza sindacale sul conferimento rifiuti del 32%, e dal 1 gennaio l’abbandono degli ingombranti è anche reato, con multe fino a 10.000 euro – conclude Frontini -. Chi scarica decine di sacchi di rifiuti fuori dai mastelli, forniti gratuitamente e dimensionati in base alle utenze dichiarate, e non differenziati non ama il centro storico, non ama l’ambiente e non fa parte di quella che chiamiamo civiltà”.


















