Rifiuti, Marini: "Dobbiamo usare carota e bastone per cambiare le cose. Al vaglio un piano per mettere alla gogna gli zozzoni"
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VITERBO - "Occorre stroncare comportamenti incivili e scorretti che ricadono su tutta la comunità. L'uso scorretto delle isole di prossimità, dei cestini in strada e l'abbandono dei rifiuti rappresentano un danno che poi dobbiamo pagare tutti". Così Marini.

VITERBO – I rifiuti saranno il tema dell’estate viterbese. Più che altro la loro gestione. L’amministrazione Arena è consapevole di avere davanti a sé un bivio: aumentare la tariffa per garantire un servizio decente (soprattutto sul fronte pulizia della città) o tentare una rivoluzione culturale su quella parte dei viterbesi che non ha ancora coscienza di quanto i propri comportamenti possano incidere su qualità e costi del servizio. Fautore della rivoluzione culturale e forte nemico dell’aumento di tariffa è Giulio Marini. Il nuovo delegato alla cultura ambientale è destinato a fare parlare, nel bene e nel male, molto di sé nei prossimi mesi.

E per l’occasione ha fatto propria l’antica filosofia del “bastone e della carota”. Non fa fatica ad ammettere di avere molta fiducia nel bastone e lo descrive: “Occorre stroncare comportamenti incivili e scorretti che ricadono su tutta la comunità. L’uso scorretto delle isole di prossimità, dei cestini in strada e l’abbandono dei rifiuti rappresentano un danno che poi dobbiamo pagare tutti. In questi giorni stiamo intensificando la presenza di fototrappole sul territorio, per immortalare gesti di abbandono selvaggio di rifiuti.

La prima cosa a cui puntiamo è multare chi non rispetta le regole ma ritengo bisogna andare oltre e rendere più forte l’azione dissuasiva del bastone”. Come? Marini sta studiando un sistema che, nel rispetto delle leggi vigenti sulla privacy, possa permettere di mettere alla pubblica gogna i cittadini scorretti. Rendere noti i nomi potrebbe essere un’idea o addirittura arrivare a divulgare, sui media locali e social, le foto. Una prospettiva che inevitabilmente farà molto discutere, già in fase di elaborazione. 

Gli Stati Generali La Fune
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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