Rifiuti e igiene urbana, la pesante delega a Muroni o Marini
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VITERBO - Si scrive delega all'Ambiente ma nella sostanza si legge delega ai rifiuti e all'igiene urbana. Tema pesante su cui è in essere un servizio in proroga da 9 milioni di euro, all'orizzonte un appalto ponte di un anno per il medesimo importo e subito dopo una gara per più anni. 

VITERBO – Giulio Marino o Paolo Muroni avranno la delega del sindaco Arena all’Ambiente.

Si scrive delega all’Ambiente ma nella sostanza si legge delega ai rifiuti e all’igiene urbana. Tema pesante su cui è in essere un servizio in proroga da 9 milioni di euro, all’orizzonte un appalto ponte di un anno per il medesimo importo e subito dopo una gara per più anni. 

Una delega con cui si affronta in prima linea un affare milionario e delicatissimo. Perché ha a che fare con l’immondizia ma ha costi e spalanca questioni delicate come il cristallo. Muroni e Marini sono i consiglieri che hanno, in qualche modo, blindato la decisione di Giovanni Arena in merito. Dal primo momento hanno puntato i piedi sul fatto che delega ai rifiuti andasse a Forza Italia. Così da sbaragliare la candidatura, di servizio, di Fondazione e Fratelli d’Italia.

Così è stato portato avanti un giro di consultazioni tra gli assessori azzurri, con particolare pressing su Elpidio Micci. Il “reuccio” di Grotte Santo Stefano era a un passo dall’avere la delega ma non ha voluto. La sua richiesta di più personale a disposizione degli uffici non è stata accolta e allora si è sfilato. Passaggio lieve su Antonella Sberna che non ne ha voluto sapere. 

Così torna in auge l’ipotesi di delega al consigliere. E quindi la partita si sposta tutta tra Giulio Marini e Paolo Muroni. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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