Respect y(our) city - Foto di degrado a Viterbo


Un mostro grigio sul destino del quale non si sa nulla e tutti ci passano sotto con la macchina e si chiedono: "Ma quando lo finiranno?". Altri: "Ma perché non lo buttano giù?". Anche opere iniziate e non finite sono degrado.
Tra gli scatti con cui Bruno Pagnanelli ha scelto di raccontare il degrado a Viterbo c’è uno che immortala quella specie di “colosseo” di cemento che fa bella mostra di sé dalle parti del tribunale di Viterbo.
Doveva essere un centro commerciale e residenziale tipo quelli che trovi a Dubai, il tutto nel cuore della Tuscia. Era stato pensato come una Viterbo Due, un luogo che sarebbe dovuto essere centrale nella vita locale e invece è lì incompleto da anni, a fare scempio del paesaggio.
Un mostro grigio sul destino del quale non si sa nulla e tutti ci passano sotto con la macchina e si chiedono: “Ma quando lo finiranno?”. Altri: “Ma perché non lo buttano giù?”. Anche opere iniziate e non finite sono degrado.
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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

















