Respect y(our) city - Foto di degrado a Viterbo #1
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Abbiamo deciso di aiutare la diffusione di questi scatti, perché crediamo nella loro forza di denuncia e potenziale di innescare il cambiamento.

Un nuovo lavoro fotografico per Bruno Pagnanelli, che ha iniziato a girare in lungo e largo la città. Obiettivo? Documentare situazioni e scene di degrado. Rifiuti, buche, fontane adottate e poi lasciate all’orfanotrofio.

Il lato peggiore di una città che fatica a trovare una sua dimensione urbana. Rimasta sospesa tra le cialtronerie e il pressapochismo. Per colpa di chi? Di chi sceglie e di chi è scelto per gestire la cosa pubblica. Per colpa di tutti, senza esclusione di colpi. Di chi non riesce a controllare il territorio, cosa che dovrebbe fare, e di chi si rende protagonista di azioni d’inciviltà: dal buttare la carta a terra allo scaricare sacchetti di rifiuti dove capita.

Il lavoro di Pagnanelli va sotto il nome di Respect y(our) city. Rispetta/rispettiamo la tua/nostra città. Abbiamo deciso di aiutare la diffusione di questi scatti, perché crediamo nella loro forza di denuncia e potenziale di innescare il cambiamento. Cambiamento della classe dirigente e della mentalità dei cittadini. Da oggi pubblicheremo quindi su La Fune uno scatto al giorno. Buon viaggio.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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