
VITERBO – I reperti etruschi frutto degli scavi dell’Istituto Svedese di Studi Classici nell’area dell’Acquarossa non sono più da tempo all’interno del Palazzo di Donna Olimpia a Porta San Pietro. Dal 2018 sono stati trasferiti dal Comune di Viterbo, che li ha in custodia, in un posto sicuro all’interno dell’edificio della scuola media Tecchi.
Nei giorni scorsi, subito dopo il crollo di una parte di tetto del palazzo storico, era stato un ex politico (Paolo Barbieri) a porre l’interrogativo sulla sorte di quelle 50 cassette di antichità. Ed era stato lui a fare sapere a tutti che si trovavano all’interno del Palazzo di Donna Olimpia, domandando se qualcuno avesse pensato di metterli al riparo dai possibili crolli.
Da qui ventiquattro ore di “panico” tra gli uffici comunali e i vertici politici. La ricerca tra i documenti e nessun inventario o atto di consegna firmato. La preoccupazione che i reperti, di cui fino alle parole di Barbieri i più ne ignoravano l’esistenza, fossero davvero in un luogo insicuro e la convinzione dell’opportunità di recuperarli. Poi la conferma che a Donna Olimpia non c’erano più.


















