
VITERBO – “Il 50% di quel materiale umano lì è da buttare, e non ci possiamo fare niente”. Queste le parole che avrebbe pronunciato la sindaca Frontini parlando a casa Bruzziches, nella famosa cena registrata a tradimento dal padrone di casa, a proposito dei dipendenti del Comune di Viterbo.
La seduta di consiglio comunale di oggi pomeriggio si è aperta con una serie di interrogazioni dell’opposizione per chiedere conto alla sindaca di quanto pronunciato. A stupire è stata la reazione della stessa che non si è tirata indietro, non si è scusata e anzi è andata piuttosto dritta.
“Quelle non sono dichiarazioni della sindaca, si tratta di uno sfogo in una casa privata in un contesto dove si riteneva di poter parlare. In tre ore di cena ne avremo fino al 21 novembre (data dell’udienza davanti al gup) di che leggere. Che nella pubblica amministrazione ci sia una quota di dipendenti non performanti lo sanno tutti, questa ipocrisia va sciolta. Lo pensiamo tutti qua dentro. Chiunque è stato qua dentro, tutti ci siamo detti almeno una volta “la pratica sta sul tavolo di tizio allora siamo freschi”.
Quello che la politica deve decidere è se tuteliamo quel 50% che lavora, sulle cui spalle si regge tutto. Quello è il 50% che la politica, i sindacati devono tutelare. Credo che chi si offende di quelle parole è chi sa di stare in quel 50%. Se uno sta in pace con la coscienza non si offende di quelle parole e ritengo giusto che qualcuno, che crede nel merito, lo abbia detto.
L’amministrazione, i dirigenti e i sindacati dovrebbero essere d’accordo con una valutazione del merito del personale che lavora qui”. Questo l’intervento della sindaca in replica alle interrogazioni di Andrea Micci e Giulio Marini.
“A quella cena ci si lamentava che andavamo troppo lenti. Quindi il ragionamento era “le risorse umane a disposizione sono queste”. Questa è la verità, io non ho offeso chi lavora. Sicuramente qualcuno che non rispetta la dignità del proprio lavoro esiste. Questo ce lo dobbiamo dire altrimenti siamo ipocriti e continuiamo come sempre. Noi non siamo qui per accomodarci sul come è stato sempre fatto”.
Poi affonda su Micci: “Che poi mi venga a fare la morale per queste parole dette a una cena un consigliere che viene dal partito di “Roma Ladrona” mi fa riflettere. Le energie mie e della giunta si devono concentrare per valorizzare chi lavora, non certo ritratto dei pensieri in libertà. Poi vorrei capire cosa c’entra con l’informazione sulla vicenda processuale diffondere queste informazioni su altri argomenti”.
Micci ha poi replicato stizzito: “Grazie della supercazzola sindaca. Perde un’occasione per scusarsi”. Ma la questione si spegne lì, forse perché tutti sanno che al di là delle strumentalizzazioni e della polemica c’è anche una città da mandare avanti.


















