
ROMA – Il “dopo le europee” è arrivato e in Regione Lazio si apparecchia un clima piuttosto caldo. Non è l’estate romana ma l’esito del voto che, sebbene di poco, porta anche nei numeri elettorali Forza Italia a essere secondo partito nel Lazio. La missione politica azzurra di “scavalcare la Lega” è compiuta e il tema sul parallelo di Roma contava già alla vigilia del voto per Bruxelles parecchio.
Il ragionamento di Antonio Tajani e Claudio Fazzone funziona così: FI ha 7 consiglieri (8 se si considera l’intergruppo con Noi Moderati) e 2 assessori. Il Carroccio ha 1 solo consigliere, dopo che Angelo Tripodi e Pino Cangemi hanno sbattuto la porta per approdare in Forza Italia. E 2 assessori. Per Fazzone non ci sono dubbi: gli “azzurri” hanno i numeri per poter chiedere un aumento della rappresentanza in giunta. Si parla molto, per esempio, della delega all’Urbanistica.
In casa Lega Claudio Durigon ha orecchie sorde al discorso e tiene per mantenere le cose come stanno, al netto dei cambi di casacca dei consiglieri. Stesso pensiero di Davide Bordoni, coordinatore regionale della Lega.
In mezzo ai due fuochi il presidente Francesco Rocca, chiamato a prendere una decisione a breve in un verso o nell’altro. Al di sopra di tutto Fratelli d’Italia con i loro 22 consiglieri. Per quanto possa sembrare assurdo la situazione potrebbe aprire una crisi nel centrodestra vista la convinzione con cui i forzisti rivendicano maggiore peso in giunta e la decisione dei leghisti di non retrocedere di un millimetro.


















