Referendum comunale: c'è nello statuto, ma non c'è il regolamento attuativo
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l Referendum comunale sull’acqua rischia di saltare, almeno nel breve periodo. A spiegarlo a La Fune è il consigliere del Movimento 5 Stelle Gianluca De Dominicis che è anche membro del comitato «Non ce la beviamo».

Il Referendum comunale sull’acqua rischia di saltare, almeno nel breve periodo. A spiegarlo a La Fune è il consigliere del Movimento 5 Stelle Gianluca De Dominicis che è anche membro del comitato Non ce la beviamo che si batte per la gestione pubblica delle risorse idriche. Il Referendum era stato annunciato in Consiglio comunale i primi di Febbraio durante la discussione sullo stato di salute della Talete spa. Il Referendum proposito sarebbe previsto nello Statuto, ma non ci sarebbe il Regolamento attuativo e per questo motivo potrebbe saltare.

“Già nel 2011 – aveva detto De Dominicis (leggi qui) – con il Referendum nazionale gli italiani e i viterbesi si erano espressi per questa volontà. Lo chiederemo di nuovo ai viterbesi dopo la vittoria di quella consultazione. Con il Comitato Non ce la beviamo stiamo verificando se, in mancanza del regolamento, ci sia la possibilità di derogare a normative superiori”. Se così non fosse il Regolamento andrebbe approvato dal Consiglio comunale. “La possibilità di iniziativa popolare è prevista dalla legge – ha concluso De Dominicis – e potremmo imporla. Siamo tenaci, con la consulta della cultura ci siamo riusciti nonostante il sindaco e l’assessore di riferimento fossero contrari. C’è una parte di maggioranza con cui si ragiona senza preconcetti quindi sono fiducioso”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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