De Dominicis: "proporremo un referendum comunale per l'acqua pubblica. Il regolamento lo prevede".
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Il no di Chiara Frontini di Viterbo 2020 e Gianluca De Dominicis (M5S) alleati per la difesa della gestione pubblica dell'acqua all'ipotesi della maggioranza di "cedere il servizio ai privati".

Il no di Chiara Frontini di Viterbo 2020 e Gianluca De Dominicis (M5S) alleati per la difesa della gestione pubblica dell’acqua. “Faremo un referendum propositivo comunale per l’acqua pubblica. Il regolamento lo prevede”. Gianluca De Dominicis non ci sta e in Consiglio comunale annuncia l’idea di far esprimere nuovamente i cittadini per la gestione pubblica dell’acqua. “Nuovamente, perché già nel 2011 con il Referendum nazionale gli italiani e i viterbesi si erano espressi per questa volontà. Lo chiederemo di nuovo ai viterbesi dopo la vittoria di quella consultazione. C’eravate anche voi del Partito Democratico con le vostre bandiere a festeggiare quel risultato – ha attaccato il consigliere del Movimento 5 Stelle – e oggi aprite ai privati”. Così come Sel (leggi qui l’apertura ai privati). “È un tradimento – ha concluso De Dominicis – nei confronti dei cittadini”. Che si sono espressi nuovamente, poi, nel Lazio con una legge, la 5 del 2014, che è tuttora vigente e proveniente da una iniziativa popolare.

In merito parole dure anche da Chiara Frontini, Viterbo 2020, che non ha gradito la volontà della maggioranza di aprire ai privati, in barba al Referendum e alla Legge regionale. “È stata votata all’unanimità dal consiglio ed è una proposta di legge popolare. Non dovremmo decidere noi, il popolo ha scelto con un referendum e la regione lo ha confermato”. La posizione è aggravata dalla contestuale proposta di ricapitalizzare per 900mila euro Talete: “aumento in bolletta, 900.000€ delle casse comunali per tappare le voragini debitorie (quindi ari-soldi nostri) e poi magari vendiamo tutto a Acea, come suggerisce il caro Presidente regionale! Certo! E una fettina magra magra vicino all’osso?”. Ha infine ironizzato la consigliera su Facebook.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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