Rave party, tensione alle stelle ma la musica non si spegne. Le forze dell'ordine continuano con una soft strategy
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VALENTANO - La tensione è alle stelle. La popolazione locale ha paura dell'originarsi di focolai di Covid. L'opinione pubblica in massima parte condanna quanto sta accadendo e legge il mancato sgombero come una prova di debolezza dello stato. 

VALENTANO – Intervenire con la forza per sciogliere il rave party in corso sul lago di Mezzano è un’ipotesi non contemplabile per il Viminale. Il rischio di gravi disordini, avendo a che fare con migliaia di ragazzi in condizioni particolari, sarebbe altissimi. Tanto da consigliare il mantenimento di una strategia soft e attendista.

La tensione è alle stelle. La popolazione locale ha paura dell’originarsi di focolai di Covid. L’opinione pubblica in massima parte condanna quanto sta accadendo e legge il mancato sgombero come una prova di debolezza dello stato. 

La circolazione senza regole di alcol e droghe. La non osservanza delle disposizioni anti Covid. L’occupazione abusiva dell’area e gli effetti nefasti sul turismo della zona. Questi sono i temi incendiari di questi giorni. Nelle intenzioni degli organizzatori la prospettiva originaria era di andare avanti con il rave fino al 23 agosto. Nelle ultime ore in diversi se ne sono andati ma la musica non si spegne e tutto rimane ancora in essere. 

Le forze di polizia stanno cercando di evitare nuovi arrivi e lavorano per convincere gli organizzatori a sgomberare l’area nelle prossime ore. Convinzione del Viminale è infatti che sia necessario trovare una soluzione condivisa. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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