Ragazza molestata sul treno della Roma Nord, due "angeli" la proteggono
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L'episodio, accaduto nella serata di domenica 25 maggio, è stato raccontato da uno dei due ragazzi sulla pagina Facebook 'Pendolari della Roma Nord'. 

VITERBO – Ragazza tra i venticinque e i trent’anni molestata ripetutamente da un uomo intorno alla cinquantina durante un viaggio in treno sulla tratta Roma – Viterbo. Fortunatamente per lei due ragazzi, comprendendo la situazione, decidono di “rovinare” i piani dell’uomo.

L’episodio, accaduto nella serata di domenica 25 maggio, è stato raccontato da uno dei due ragazzi sulla pagina Facebook ‘Pendolari della Roma Nord’.

“Voglio condividere un’esperienza accaduta domenica 25 maggio alle 19 circa. Con un mio amico siamo saliti a Flaminio, diretti verso Montebello. Durante tutto il viaggio notiamo un uomo di età media particolarmente interessato a una ragazza che si trovava in fondo alla carrozza (avrà avuto tra i 25 e i 30 anni). A ogni apertura delle porte nelle diverse fermate, l’uomo invitava la ragazza in maniera soppiatta a uscire fuori dal treno insieme a lui. Capita la situazione, io e il mio amico ci siamo fatti coraggio e ci siamo messi ad aspettare il capolinea in piedi, inserendoci tra il molestatore e la ragazza, perché la distanza tra i due era molto vicina. Lui inoltre si sedeva vicino a lei per poi rialzarsi e vederla da più lontano. L’uomo ha continuato a cercare contatto con la ragazza fino a che non siamo arrivati al capolinea”.

Cercando di prevedere le azioni dell’uomo, la ragazza non ha subito ulteriori problemi, ma immagino che la sua giornata sia stata rovinata dal viaggio sulle nostre ferrovie. Il signore è sceso a Montebello, in visibile stato alterato di coscienza, probabilmente per proseguire il viaggio sulle navette della stagione”. Poi c’è stata una puntualizzazione dell’utente: “L’evento è a mio avviso grave ed è accaduto alla luce del giorno, con molte persone che dall’inizio si trovavano vicino alla ragazza e non hanno fatto nulla, forse per paura di finire nei guai con questo signore”.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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