Questione rifiuti, occorre un'azione energica come sulla sicurezza
rifiuti civici
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Nelle ultime settimane a Viterbo si è assistito a un'azione energica delle forze dell'ordine sul fronte sicurezza. La stessa forza e impegno sarebbero necessari anche per stroncare il fenomeno dell'abbandono selvaggio dei rifiuti.

Il grande sforzo necessario che le forze dell’ordine sono chiamate a svolgere nel capoluogo della Tuscia deve concentrarsi sempre più anche sulla tutela dell’ambiente e del decoro della città. Sono passate poche settimane da quando una rete di cittadini e forze politiche, raccordate dal movimento Viterbo Civica, è salita gli scalini della prefettura e ha consegnato una lettera di richieste sul fronte sicurezza.

Il prefetto Rita Piermatti ha accolto il tutto, si è messa prontamente al lavoro e i risultati si sono visti. Polizia e carabinieri sono entrati in azione sulla città con maggiore determinazione e sicuramente con uno sforzo ulteriore e hanno dato un segnale. Attraverso una serie di controlli a tappeto, con tanto di posti di blocco e molte unità di personale impegnato, hanno dato un’immagine di città sotto controllo. La percezione di sicurezza dei cittadini è notevolmente aumentata e tutti apprezzano e ringraziano per quanto sta accadendo. Nella consapevolezza che le forze dell’ordine a presidio del territorio devono fare i conti con ristrettezze di personale e di mezzi.

Il dato oggettivo è che nonostante tutti i problemi chi è chiamato a vigilare sulla sicurezza dei cittadini ha dato il massimo. Si vedono in giro, anche nelle ore notturne, più volanti della polizia e più mezzi dei carabinieri. Questo sta avendo sicuramente effettivi benefici e sta scoraggiando i criminali e i malintenzionati.

La stessa determinazione dovrebbe essere impiegata anche nel contrasto ai troppi fenomeni di abbandono selvaggio di rifiuti. Una realtà tristemente diffusa nelle vie del centro e nelle campagne. Durante il consiglio straordinario sui rifiuti la sala d’Ercole ha approvato un ordine del giorno che prevede la costituzione di un gruppo interforze chiamato a vigilare e stroncare l’abbandono selvaggio dell’immondizia. Anche qui sarebbe importante se la prefettura, ancora una volta, riuscisse a dare il massimo e coordinandosi con le forze dell’ordine riuscisse a dare un segnale forte di presenza e repressione dei comportamenti scorretti.

E’ infatti intollerabile il formarsi di discariche a cielo aperto a ridosso delle mura medioevali o addirittura che le campagne, come accade a Castel d’Asso, possano essere trasformate in butti anche di materiali pericolosi. La questione andrebbe presa di petto, come accaduto per la sicurezza. Così, in poco tempo, sarebbe possibile ottenere lo sradicamento del fenomeno.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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