"Questa rotonda è da rifare", la protesta di Faperdue che in tanti condividono
Giovanni Faperdue
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VITERBO - L'ultima rotonda realizzata sulla Cassia Nord è "un aborto". Una di quelle cose che invece di snellire il traffico lo accumula. Così, da diversi giorni, il cittadino Giovanni Faperdue sta portando avanti una protesta pacifica volta a mettere in evidenza l'errore oppure orrore.

VITERBO – L’ultima rotonda realizzata sulla Cassia Nord è “un aborto”. Una di quelle cose che invece di snellire il traffico lo accumula. Così, da diversi giorni, il cittadino Giovanni Faperdue sta portando avanti una protesta pacifica volta a mettere in evidenza l’errore oppure orrore.

“Questa mattina ho terminato il mio ottavo giorno di presidio alla rotonda (sbagliata) limitrofa al Cimitero Monumentale di Viterbo. La sorpresa è finita e adesso arrivano molto automobilisti che mi applaudono e mi fanno il gesto del pollice alzato. In molti abbassano il finestrino e mi gridano: “Bravooooooo!”. Da parte del Comune silenzio ufficiale. Solo due consiglieri se ne stanno occupando: l’amico Ugo Poggi (della mia stessa lista) e l’amico Eros Marinetti . Quest’ultimo mi ha comunicato che mi verrà a trovare facendomi vedere i progetti allo studio del Comune. Io ribadisco che finché non vedrò progetti approvati, non interromperò il presidio. Cari amici che mi seguite a domani. Sempre alla Rotonda, sempre dalle 9 (circa), alle 10 (circa). Venite a trovarmi. Ci faremo un selfie”. Questo l’appello del protestante.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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