Quell'Etruria che piaceva tanto ai grandi pittori d'Europa
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STORIE - Bolsena, Ronciglione, Montefiascone ma anche Civita Castellana, le colline di Valentano e Piansano sono state immortalate per anni, dal Seicento all'Ottocento, dalla pittura di grandi artisti europei. Un patrimonio di bellezza ispirato dalla Tuscia a viaggiatori di mezza Europa e un primo sistema di promozione turistica ante litteram.

STORIE – Bolsena, Ronciglione, Montefiascone ma anche Civita Castellana, le colline di Valentano e Piansano sono state immortalate per anni, dal Seicento all’Ottocento, dalla pittura di grandi artisti europei.

Nel 1625 il pittore olandese Bartholomeus Breenbergh si spinse fino a Bomarzo, per immortalare la suggestione del Sacro Bosco. Subito dopo eseguì vedute su carta quadrettata di Ronciglione anche Gaspar van Wittel, che poi italianizzò il proprio nome in Gaspare Vanvitelli. Nel ‘700 diventano molto gettonate le aree archeologiche di Tarquinia.

Nel 1758 lo studioso tedesco Winckelmann visita Corneto e nel suo resoconto cita la Tomba del Cardinale, con le sue 200 figure, stimolando molti pittori stranieri come Johan Reinhart, l’inglese Jenkins, il polacco Franciszek Smugliewicz e James Byres a riprodurre le pitture ed eseguire le incisioni delle tombe appena scoperte.

Lo stesso Goethe attraversa il Viterbese e lascia disegni del lago di Vico, di Capranica e della Chiesa della Madonna del Piano, delle fontane di Viterbo, di Montefiascone e del Lago di Bolsena.

Tra gli inglesi imprtante il lavoro di Francis Towne, Samuel Prout e il poeta viaggiatore Edward Lear. Il più conosciuto è però J.M.W. Turner, il pittore della luce. Il suo diario di disegni è oggi custodito al Tate Gallery di Londra.

L’olandese Maurits Cornelis Escher viene conquistato dai borghi viterbesi di Barbarano Romano e Vitorchiano. Un patrimonio di bellezza ispirato dalla Tuscia a viaggiatori di mezza Europa e un primo sistema di promozione turistica ante litteram.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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