Quel vino leggendario segnato dal triplo "Est!"
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Su queste tre parole Montefiascone sancì la parte più dolce e nobile, ma non l’unica, della sua straordinaria storia e saprà regalare ai posteri il gusto e la sincerità di un vino storico per tradizione e unico per sapore.

Iniziamo la settimana con una nuova avventura tracciata per La Fune da Aliante della Tuscia. Facciamo rotta su Montefiascone.

L’ultima parentesi del Sacro Romano Impero bagnata dall’ ”Est Est Est!” di Montefiascone. Siamo nel pieno della lotta per le investiture, quando Enrico V di Franconia, nel 1110, marciava su Roma per costringere Papa Pasquale II a incoronarlo Imperatore del Sacro Romano Impero. Pochi anni prima fu proprio lo stesso Enrico V ad aiutare Pasquale II a deporre suo padre Enrico IV, per poi rivoltarsi contro il
Papa e proseguire nell’opera del padre ai danni della Chiesa di Roma.

Il Re di Franconia marciava in Italia per puntare dritto su Roma, al suo seguito una schiera di nobili e soldati amanti delle belle donne, della buona tavola e, soprattutto, del buon vino. Il più godurioso fra le sue schiere fu senz’altro il Duca e Vescovo tedesco Johannes Defuck il cui servo, di nome Martino, era da questi considerato principalmente un amico e veniva inviato di locanda in locanda ad assaggiare i vari vini per poi suggerire al padrone quali fossero i migliori.

Enrico, grande fautore dell’anteporre i rapporti diplomatici alle azioni di guerra, era entrato vittorioso e senza incontrare grosse opposizioni a Milano, Vercelli, fino a Firenze. Arezzo, che mostrerà una decisa opposizione, verrà distrutta dalle truppe franche e fu proprio, forse, il sapore della battaglia, ad accendere  nella mente di Defuk un’idea, tanto bizzarra quanto geniale.

Incaricò il suo servo Martino di precederlo fino a Sutri per assaggiare tutte le qualità di vino che poteva e segnare sul muro delle varie locande la parola “Est”, quando si fosse trattato di un buon vino da consigliare al Duca.

Fu così che il buon Martino partì e da zelante servitore adempì a quanto il Defuk gli aveva commissionato. Giunto a Montepulciano rimase folgorato dalla delizia del nettare che quelle terre offrivano e, già bello avanti per la gradazione alcolica che scorreva nel suo sangue, scrisse due “Est” sulla porta della locanda dove aveva assaggiato quel vino.

Giunto a Orvieto, il fedele servitore Martino, credeva d’aver trovato finalmente il vino più adatto al palato del suo nobile padrone ma, con immensa sorpresa, scoprirà nel gusto raffinato del “Moscatello” montefiasconese un sapore dall’unicità inconfondibile che lo indurrà, sicuramente anche con l’aiuto della sbornia di cui il buon Martino era ormai in balia, ad apporre sulle mura della locanda “Est, Est, Est!”.

Su queste tre parole Montefiascone sancì la parte più dolce e nobile, ma non l’unica, della sua straordinaria storia e saprà regalare ai posteri il gusto e la sincerità di un vino storico per tradizione e unico per sapore.

Gli Stati Generali La Fune
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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