Quanto uranio c'è nell'acqua del Viterbese? Medici per l'Ambiente lo chiede al Ministero della Salute
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VITERBO - In principio fu l'arsenico, quindi i fluoruri. Oggi gli abitanti della Tuscia potrebbero scoprire di avere un nuovo nemico nell'acqua del proprio rubinetto: l'uranio. 

VITERBO – In principio fu l’arsenico, quindi i fluoruri. Oggi gli abitanti della Tuscia potrebbero scoprire di avere un nuovo nemico nell’acqua del proprio rubinetto: l’uranio. 

A chiedere uno studio sulla presenza di questo elemento è l’associazione Medici per l’Ambiente. Lo hanno fatto con una lettera a firma della dottoressa Antonella Litta, referente per Viterbo ISDE, ad una serie di soggetti istituzionali: Ministro della salute, Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, Commissario all’ambiente dell’Unione europea, Presidente della Commissione europea per l’ambiente, Presidente della Giunta Regionale del Lazio, Assessore all’Ambiente della Regione Lazio, Presidente della Provincia di Viterbo, Sindaci dei Comuni della Provincia di Viterbo, Direttore generale della Asl di Viterbo, Direttore sanitario della Asl di Viterbo, Dipartimento di prevenzione – Servizio igiene e sanità pubblica della Asl di Viterbo, Presidente della Commissione Ambiente del Senato, Presidente della Commissione Igiene e sanità del Senato, Presidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati,  Presidente della Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati, Direttore generale dell’Arpa Lazio, Arpa Lazio – sezione di Viterbo, Responsabili dell’Ato 1 – Lazio, Talete spa e per conoscenza: Presidente dell’Ordine dei Medici – Chirurghi e Odontoiatri di Viterbo, Segretario della Federazione italiana medici di medicina generale-Fimmg di Viterbo.

Oggetto della lettera: richiesta informazioni relative al rilevamento di Uranio nelle acque ad uso umano erogate nei Comuni della provincia di Viterbo.

La riportiamo integralmente

Egregi signori,

come a voi noto, il Decreto legislativo 23 febbraio 2023 n. 18, che ha recepito la nuova Direttiva europea 2020/2184 in materia di acque potabili, fissa il valore guida provvisorio per l’Uranio- elemento tossico e cancerogeno- nelle acque destinate al consumo umano, in30 µg/L.

L’Alto Lazio e l’intera provincia di Viterbo si estendono su un’area geologica di origine vulcanica e questa particolare conformazione determina già elevati livelli di Radon- elemento cancerogeno certo di1 classe 1 – ed è, per la maggior parte, causa anche della presenza di elevati livelli di Arsenico, altro elemento tossico e cancerogeno sempre di classe 1, nelle acque ad uso umano.

Stante la situazione descritta e la nuova legislazione vigente, risulta necessario, al fine di proteggere la salute umana e in particolare quella delle donne in gravidanza e dei bambini, conoscere anche i livelli di Uranio nelle acque ad uso potabile e anche in quelle ad uso irriguo, in quanto l’Uranio può entrare e contaminare tutta la catena alimentare.

Si fa inoltre presente che la popolazione residente nella Provincia di Viterbo, come da nota della ASL protocollo n.34025 del 28 aprile 2023, già presenta “ … tassi di incidenza e prevalenza riguardanti alcune neoplasie, superiori agli standard previsti..”, sempre in questa nota si indicano quattro tipi di neoplasie, con tassi elevati per prevalenza ed incidenza nel territorio, ovvero le neoplasie del sistema nervoso centrale, le neoplasie del polmone, le neoplasie dell’apparato digerente e quelle dell’apparato genito-urinario.

La provincia di Viterbo, in particolare l’area a sud di Viterbo ha visto poi sviluppare negli ultimi decenni l’agricoltura intensiva del nocciolo e questo ha determinato e continua a determinare un ulteriore fonte di inquinamento rappresentato da pesticidi e fertilizzanti chimici che accrescono anche il rischio oncologico delle popolazioni residenti e alterano gli ecosistemi come nel caso del lago di Vico, come più volte segnalato.

L’Associazione medici per l’ambiente- ISDE di Viterbo, per quanto sopra esposto, per studio e documentazione scientifica, chiede urgentemente di conoscere i risultati delle misurazioni effettuate ed indirizzate alla ricerca dell’Uranio nelle acque ad uso umano in primis e nelle acque ad uso irriguo nei Comuni della provincia di Viterbo.

In attesa di un urgente e cortese riscontro si inviano, distinti saluti,

dottoressa Antonella Litta

referente per Viterbo dell’Associazione medici per l’ambiente ISDE – (International Society of Doctors for the Environment – Italia)

 

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