Quando Viterbo era una città per giovani e la Rai portò a cantare al duomo Baglioni e Little Tony
Little Tony a Viterbo
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ROMA - Il programma fu trasmesso sulla televisione nazionale nell’estate del 1971, quando i giovani italiani tra i 18 e i 21 anni erano proprio 3 milioni. Si trattava di uno spettacolo musicale itinerante dedicato espressamente ai giovani. Quindi il capoluogo della Tuscia era considerabile una città per giovani oltre che una location molto interessante. 

ROMA – Nel 1971 Viterbo fu scelta dalla Rai come location del programma ‘Speciale 3 Milioni’. Questo regalò alla città una giornata memorabile con Claudio Baglioni, uno scatenato Little Tony e altri artisti in voga all’epoca che si esibirono da piazza San Lorenzo, all’ombra del duomo.

Il programma fu trasmesso sulla televisione nazionale nell’estate del 1971, quando i giovani italiani tra i 18 e i 21 anni erano proprio 3 milioni. Si trattava di uno spettacolo musicale itinerante dedicato espressamente ai giovani. Quindi il capoluogo della Tuscia era considerabile una città per giovani oltre che una location molto interessante.

Tra gli artisti che si esibiscono Claudio Baglioni, Lucio Dalla, Gino Paoli, Francesco Guccini, Ricchi e Poveri, Al Bano e Romina Power, Adriano Pappalardo, Fausto Leali, Milva, Little Tony, Gigliola Cinquetti, Bruno Lauzi. Tra le band, invece, i Pooh, Osanna, Formula 3, New Trolls, Equipe 84, i Delirium di Ivano Fossati.

Durante la trasmissione scrittori e giornalisti come Alberto Bevilacqua, Giuseppe Berto, Erich Segal e Maurizio Costanzo raccontano il mondo dei giovani che si affollano intorno agli artisti nelle splendide location del teatro romano di Gubbio, Monte Conero, Sant’Agata di Puglia, Marostica, Campobasso e Viterbo discutendo il tema conduttore scelto per ciascuna puntata: “i soldi”, “la libertà”, “il futuro”, “la campagna”, “l’amore”.

Nella puntata girata a Viterbo il tema era “l’amore”.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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