Sportello incivile, ci sono lavoratori che dovrebbero essere licenziati
Nik Wallenda
Fisioterapy Center 800x120
C'è una crisi da fare paura, avere un lavoro è come stare in America e c'è chi può permettersi di fare il cialtrone. Il nostro è un invito a perdere la pazienza, a considerare lavoratori come quelli di questa storia alla stregua di "nemici pubblici".

Il dramma della crisi, esplosa in questi ultimi anni, ha lasciato senza lavoro tante famiglie e giovani della Tuscia. Una disperazione per molti che diventa ancora più insopportabile quando, frequentando gli uffici, ci si imbatte in impiegati e/o “sportellisti” vari che collegano al significante “lavorare” il significato di occupare fisicamente e svogliatamente un luogo. Occupazione in virtù della quale si vedono accreditare ogni mese il fatidico stipendio.

 

Abbiamo assistito, nella giornata di oggi, a un episodio di quelli che ti fa venire rabbia. Che ti fa pregare tutti i santi del paradiso affinché veda la luce un governo che introduca la possibilità di licenziamento in tronco di tutti coloro che hanno scambiato il lavoro per un luogo da occupare per un certo numero di ore giornaliere, fregandosene di produrre e di prestare i servizi per cui sono pagati.

 

Un signore non italiano aveva bisogno di svolgere una pratica. L’impiegato di turno gli consegna dei fogli da riempire. L’uomo li riempie e si presenta davanti al “lavoratore”: “Sono sbagliati, riempili di nuovo”. La scena va avanti per tre volte, fino a quando lo “straniero” chiede all’impiegato di aiutarlo. “Non è compito mio compilare al suo posto i fogli”, la risposta. A risolvere la situazione un altro lavoratore, un giovane. Prende i fogli del cittadino e risolve.

 

Questa è una storia di grande ingiustizia. Sapete quale? Che il 27 del mese una persona così indegna prenderà lo stipendio, alla faccia di tanti concittadini disoccupati e che magari hanno pagato anche per tanti anni le tasse per garantire altri stipendi a simili cialtroni. 

Stati Generali 02 800x120
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
lafune_300 x 600
asvis 2
TdP_Inalazioni
domenicale post
Fune 300x300
Masicar300x300-optimize
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Foto Fisioterapy Center
Onda
monastero interno
POST FB 02
aiac_banner_01