
(foto Maurizio Di Giovancarlo) Qualità della vita, la Tuscia scivola verso il basso e perde posizioni: dal posto numero 70 (dati 2022) rotola al 76 (dati 2023) nell’indagine pubblicata in queste ore da ItaliaOggi.
L’analisi dei dati aggregati sviluppata da Ital Communications, in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma, certifica che il Viterbese si trova in fascia “discreta” per qualità della vita. Tra “accettabile” e “insufficiente”. Non certo un posizionamento di cui andare fieri e che, se non invertito, rischia di peggiorare per spopolamento. Infatti chi vorrebbe vivere in un territorio dove la qualità della vita è discreta?
Il Viterbese naviga oltre la metà classifica, essendo le province italiane 107. Un posizionamento quello rilevato che dovrebbe fare riflettere tutti: chi amministra i vari comuni, chi fa impresa e i cittadini tutti.
Tasto dolente, dove i numeri registrano un vero e proprio crollo “la salute: dal 74esimo posto il Viterbese perde 20 posizioni rispetto al 2024 e arriva quasi a fondo classifica. Quindi la sanità è la vera emergenza ma negli ultimi tempi sono stati introdotti, anche grazie ai fondi PNRR e alle decisioni di Regione Lazio, nuovi elementi che andranno a migliorare l’assistenza sanitaria dei cittadini.
Fotografie in qualche modo positive arrivano dal turismo dove la Tuscia si piazza al posto 63, sempre nella seconda parte della classifica ma più vicino a chi fa meglio. Tutti gli altri campi di valutazione fanno registrare un peggioramento rispetto alla fotografia sui numeri del 2022.
Male il “lavoro” dove si scende di 9 posizioni per arrivare al 76esimo posto. Brutti segnali anche sulla “sicurezza” con sette posti scesi e posizione 63. Peggiorano anche i parametri della voce “ambiente” dove la Tuscia perde sei posizioni e si piazza 87esima. Tre gradini verso il basso e posizione 65 per “l’istruzione”.
L’Indagine di ItaliaOggi – Ital Communications fa emergere che i grandi sistemi del Centro-Nord continuano ad avere maggiore capacità di ripresa dagli shock e conferma la crescita delle metropoli: province e città metropolitane. Quindi, sembra sempre più netta la separazione tra le regioni del Nord e il Mezzogiorno e Isole, dove crescono aree di disagio sociale e personale.
Il livello della qualità della vita, nel nostro Paese, è, in generale, in lieve peggioramento: livello buono o accettabile in 62 province, mentre nelle edizioni 2023 e 2022 si registrava rispettivamente in 63 e 64 province. Le cinque migliori città risultano essere: Milano, Bolzano, Monza, Bologna e Trento. Le ultime cinque: Messina, Cosenza, Agrigento, Reggio Calabria, Caltanissetta.


















