
Momento verità. Le parole di Fabrizio Purchiaroni in consiglio comunale le abbiamo sentite pronunciare da diversi membri della maggioranza Arena, più e più volte. Tutte confidenze, per carità. Tutto a microfoni spenti, Dio ce ne scampi e liberi.
E ne abbiamo sentiti di consiglieri indiavolati e con il collo ciondolante dopo il restauro di giunta operato dal sindaco. Particolarmente indigesta la scelta di “caricare” in squadra l’avvocato Francesca Bufalini. Una soluzione a tempo per rinviare lo “scannatoio politico” in corso nel centrodestra a dopo le europee.
Quando ancora una volta litigheranno perché i vincitori delle europee reclameranno più spazio rappresentativo e i perdenti si arroccheranno in una tesi che suonerà così: “quanto accaduto alle europee non c’entra niente con il voto a livello comunale e le uniche proporzioni da rispettare sono quelle uscite dalle urne a giugno 2018”.
Accadrà questo, indipendentemente da chi sarà il vincitore e il vinto della nuova tornata elettorale. Perché il sofismo gorgiano è l’unica pratica in cui tutti sembrano eccellere.
Purchiaroni esce dall’equivoco, esce dal gioco o meglio “esce dal gruppo”, come un redivivo Jack Frusciante. Fa la cosa più rivoluzionaria di tutte: dice la verità. Per quelli che imboccano questa strada due destini sono possibili: finire crocifissi o aprire un buco nella rete dove sono destinati a infilarsi anche altri. Cosa accadrà, al momento, non è dato sapere.


















