
di Valentina Beraldo
Ho vent’anni e faccio parte di una generazione che ogni giorno va sempre più veloce, ma è possibile farlo per tutti o solo per chi ha la fortuna di avere un’auto propria? Ho letto l’articolo di Giulio Della Rocca (leggi qui), e pur condividendo molte delle sue idee, credo sia importante anche un altro punto di vista, quello di chi questa città la vivrà ancora per decenni. Noi, la generazione Z.
E’ vero, come dice Giulio, che la situazione dei trasporti a Viterbo è ancora complicata. Pensare che per uscire di casa, anche se si vive in pieno centro, serve per forza la macchina, mi sembra un po’ assurdo nel 2025. Non è vero che solo nelle grandi città serva una rete di trasporti buona e efficiente: anche una piccola città come Viterbo potrebbe e dovrebbe avere collegamenti pubblici più comodi e ben
organizzati.
Anzi, in una realtà più piccola, sarebbe persino più semplice creare una rete che unisca in modo funzionale tutti i quartieri. Invece, per mancanza di essa, siamo obbligati a prendere tutti i giorni la macchina, anche più volte al giorno. Ogni auto in più significa: più inquinamento, più traffico, quindi più tempo con i motori accesi, più asfalto e parcheggi, quindi meno spazi verdi e suolo fertile, più
rumore e stress urbano e più consumo di risorse.
Non sarebbe tutto più facile se ci fossero linee urbane che ci permettessero di muoverci in tutta la città? Per noi giovani, la mobilità non è solo un tema di spostamenti, ma di libertà,sostenibilità e accessibilità. E’ la possibilità di vivere la città anche senza avere la patente o un’auto propria, di uscire la sera senza rischiare, di studiare o lavorare senza dover dipendere dai passaggi.
Ecco alcune proposte che potrebbero rendere reali le idee di Giulio, ma con uno sguardo più contemporaneo: 1) Circolari urbane frequenti e ben distribuite: circolari che colleghino tutta la città con passaggi ogni 10\15 minuti. Intendo delle vere e proprie linee, di numero sufficiente, che ti portino in ogni quartiere Di Viterbo e che passino alla distanza di 10/15 minuti per far si che tutti ne possano usufruire, e ad ogni orario. Per incentivare i giovani ad utilizzarle, fare abbonamenti gratis o ridotti per i studenti. Pensiamo , ad esempio, a chi viene da fuori Viterbo per frequentare l’università della Tuscia a Santa Maria in gradi, dovrebbe arrivare a Viterbo con un Cotral e aspettare chissà quanto tempo che arrivi la circolare di Riello.
Così, tra un’attesa e l’altra, alla fine si prende la macchina perché si fa prima. Ampliamo una rete di trasporti che ci permetta di essere più spensierati e sereni nell’utilizzo dei mezzi pubblici. 2) Circolari notturne, per incentivare i giovani ad uscire e rianimare il centro di Viterbo di sera, ci lamentiamo tanto che il centro di sera è sempre vuoto ma forse se provassimo a cambiare qualcosina… non solo per una questione di mobilità, ma anche di sicurezza stradale durante la notte , e soprattutto durante i weekend. Credo sia opportuno, non solo aumentare le circolari urbane diurne, ma cercare di coprire i quartieri di Viterbo, specialmente il centro, di autobus notturni. Meno auto, meno incidenti, più vita sociale. 3) Circolari anche per i centri commerciali, per aiutare chi non dispone di mezzi. E’ importante in questo caso, non solo per un fattore di sostenibilità, ma anche per aiutare chi è meno fortunato e chi magari non può permettersi un automobile propria. Creare una linea urbana che colleghi i principali centri commerciali, non solo l’Ipercoop, ma anche quelli più periferici come il Parco commerciale Città dei Papi.
Credo che una città sostenibile non sia un sogno lontano, ma una possibilità concreta se si comincia ad ascoltare davvero le esigenze dei cittadini. Investire sulla mobilità pubblica significa migliorare la qualità di vita dei cittadini e ridurre l’inquinamento. Forse Viterbo non ha ancora una metropolitana, come sogna Giulio, ma ha sicuramente una generazione pronta a ripensare il modo di muoversi. Sarebbe bello
poter dire, un giorno, che muoversi a Viterbo è semplice, comodo e accessibile a tutti, senza per forza dover accendere un motore.


















