
LETTERE DA MARTE – Cara redazione, abbiamo mandato alcuni nostri delegati marziani ad ascoltare la presentazione del PUMS e siamo rimasti molto colpiti dalle proposte fatte.
Si parte dal problema principale che è ridurre l’inquinamento urbano (anche se Viterbo secondo Lega Ambiente è tra le città meno inquinate). La principale soluzione è ridurre l’uso dell’auto. Un cambiamento culturale prima che strutturale. Un po’ come avvenne con l’uso delle sigarette nei cinema e nei luoghi pubblici, che fu osteggiato ma che è ormai diventato parte della nostra cultura.
Non basta una legge però per modificare questo tipo di cambiamento, come avvenne in quel caso. Lo sappiamo bene qui su Marte che lo viviamo, giorno per giorno. Sapete quando sono iniziate le attività dell’amministrazione pubblica per ridurre l’uso dell’auto quassù? Più di dieci anni fa. Si partiva però da una struttura di servizio pubblico alternativo all’uso dell’auto già avanzato. Ma si è proceduto lo stesso e per
disincentivare l’uso dell’auto è stato fatto anche altro. Riduzione delle carreggiate con piste ciclabili (con o senza cordoli) così da costringere ad andare piano, per evitare di rigare l’auto o distruggere lo specchietto; possibilità di marciare in senso contrario per le biciclette, monopattini, skateboard, skate e quant’altro non sia a motore; uso dei dossi ogni 40- 50 metri e quasi sempre in prossimità degli attraversamenti pedonali; limite a 30 con autovelox frequenti; obbligo di dare la precedenza a chi viene da destra anche nei grandi boulevard che non hanno controviali. E tutto questo non solo in centro città, ma ovunque, anche nei pressi dei centri commerciali.
Vi assicuro che con queste condizioni di guida, diviene più conveniente usare mezzi alternativi all’auto per spostarsi. Questo è avvenuto anche in città dove piove e fa freddo spesso; i bambini/adolescenti si sono abituati in poco tempo a non essere accompagnati dai genitori con le auto a scuola.
Credete che la popolazione abbia accettato tutto questo facilmente? No. Ma l’intelligenza del legislatore è stato di dare il tempo giusto perché le nuove abitudini divenissero consuetudini. Certo, ci vogliono tanti soldi per fare queste cose. Certo non devi avere un piano urbanistico che permetta di costruire nuovi quartieri o centri commerciali sull’unica strada che porta verso il centro. Per fare degli esempi mi vengono in mente la Teverina e la strada che da Bagnaia va Viterbo.
Nella prima negli anni sono stati costruiti due nuovi quartieri e ne sta sorgendo un altro dove era il vecchio Consorzio Agrario; nella seconda…beh.. fatevi un giro nelle strade che si immettono in quella principale e capirete di cosa parlo. L’assessore Arone dice che ci vorrà tempo per cambiare. E’ vero. Aggiungo anche il coraggio. Il coraggio di fare sapendo che il fine è il bene comune per tutti e non il voto alle prossime elezioni.
Il coraggio di continuare su quella strada negli anni, amministrazione dopo amministrazione anche di diverso colore. Il coraggio di non usare la facile polemica del parcheggio mancante, del disagio del lavoro per le nuove infrastrutture, del negozio che chiude. Il coraggio di dire no a nuovi quartieri che possano vanificare il lavoro lungo che si sta facendo.
Vedrete che cambierà la città. Cambieranno anche i viterbesi, come sono cambiati quegli abitanti “zuccaroni” delle città marziane. E se ci sono riusciti su Marte, sono certo che si riuscirà anche a Viterbo.


















