Puliscono gli uffici comunali ma non vengono pagati, le scandalose conseguenze del regime degli appalti esterni
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Tanti servizi che potrebbero essere gestiti con il sistema delle partecipate continuano ad essere affidati con appalti a ditte "vincitrice" che non sempre si comportano in modo corretto con i lavoratori. E' quanto Cobas Viterbo, tramite Elisa Bianchini, ha denunciato in queste ore portando a galla la difficile situazioni in cui si trovano i lavoratori che puliscono il Comune di Viterbo. 

VITERBO – Il regime degli appalti esterni mostra il suo volto peggiore a Viterbo. Tanti servizi che potrebbero essere gestiti con il sistema delle partecipate continuano ad essere affidati con appalti a ditte “vincitrice” che non sempre si comportano in modo corretto con i lavoratori. E’ quanto Cobas Viterbo, tramite Elisa Bianchini, ha denunciato in queste ore portando a galla la difficile situazioni in cui si trovano i lavoratori che puliscono il Comune di Viterbo.

“A Viterbo c’è chi continua a garantire un servizio essenziale senza ricevere in cambio il dovuto. Sono i lavoratori e le lavoratrici delle pulizie impiegati negli appalti comunali, dipendenti della CSF Costruzioni e Servizi, da mesi alle prese con una situazione illegittima – scrive Cobas –

Da sempre l’azienda inquadra il personale in modo fortemente precario, con poche ore e nessun diritto. Precarietà che, dalla scorsa estate, è diventata una vera e propria emergenza, gli stipendi hanno smesso di arrivare. La motivazione addotta dall’azienda è stata un presunto pignoramento temporaneo e immotivato dei conti, spiegazione che non può certo giustificare il mancato pagamento dei salari.

Eppure, nonostante tutto, i lavoratori hanno continuato a svolgere il proprio lavoro con serietà e precisione, spesso senza nemmeno le forniture di base per le pulizie. Un senso di responsabilità che stride con l’atteggiamento dell’azienda e che dimostra, ancora una volta, come a pagare il prezzo più alto siano sempre gli ultimi anelli della catena.

Come Cobas, abbiamo chiesto al comune di Viterbo di attivare il pagamento diretto ai lavoratori, così come previsto dalla legge in caso di inadempienze dell’appaltatore. La richiesta è stata accolta e ha rappresentato un primo, importante riconoscimento dei diritti di chi lavora. Tuttavia, nel periodo natalizio i problemi si sono ripresentati: l’azienda ha dichiarato di essere nuovamente in grado di effettuare i versamenti e il comune ha quindi proceduto a liquidarla regolarmente. Il risultato? Un solo pagamento, peraltro in ritardo, e poi di nuovo il nulla.

Ad oggi, la mensilità di dicembre non è stata ancora pagata e l’azienda risulta irreperibile, nonostante i molti tentativi. Una situazione gravissima che lascia famiglie senza reddito e senza certezze. Per questo, come Cobas, abbiamo scritto al prefetto e al comune di Viterbo chiedendo la convocazione urgente di un tavolo che tuteli i diritti dei lavoratori, mettendo in campo tutti i provvedimenti di emergenza necessari. Tra questi, anche l’interruzione dell’appalto in essere e un affidamento diretto che garantisca la continuità occupazionale di tutti gli attuali dipendenti, confermando almeno la stessa retribuzione.

Questa vicenda è l’ennesima dimostrazione di quanto il sistema degli appalti, spesso al massimo ribasso, sia fallimentare. Lo vediamo anche nel recente bando per i servizi cimiteriali: risparmi apparenti che si traducono in salari più bassi, diritti calpestati e servizi inadeguati per la cittadinanza.

Noi diciamo basta. Chiediamo l’internalizzazione di tutti gli operatori che hanno lavorato per una vita nel pubblico e che ancora oggi sono costretti a subire il giogo del cambio appalto, delle cooperative e delle aziende fantasma. Il lavoro pubblico deve tornare ad essere sinonimo di dignità, stabilità e qualità dei servizi. I lavoratori delle pulizie di Viterbo non chiedono privilegi, ma solo ciò che spetta loro, il salario per il lavoro svolto e il rispetto dei propri diritti”.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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