
EDITORIALE – Tre ore per mandare in pezzi l’amministrazione Frontini. Una cena, il tasto rec premuto da un consigliere di maggioranza e un parlare a ruota libera di “dipendenti comunali”, “sindacalisti”, “dirigenti”, “assessori”. Il tutto naturalmente in maniera colorita. Troppo, come spesso accade quando si sta a cena e si “sparla” più che parlare. Tutto prossimamente diventerà una fiction, da proiettare d’estate in qualche cinema all’aperto che potrebbe essere realizzato per l’occasione o sui maxi schermi in attesa del Trasporto della Macchina di Santa Rosa.
Il regista è già stato trovato, i produttori pure e sul pubblico c’è poco da scommettere. E’ quello che è, è chiamato in tanti ambienti “viterbicoli”, ma questa roba tira sempre.
Una critica allo spettacolo dovrà pure esserci e potrebbe partire dalla domanda che nessuno fa: ma perché si sono incontrati a cena? Ecco la risposta che nessuno dà e che aiuta a comprendere il contesto in cui Cavini e Frontini sono andati a casa Bruzziches. Sono giorni di fibrillazione nella maggioranza. C’è alle spalle la rottura con Letizia Chiatti, parte storica del movimento civico Viterbo2020. Indiscrezioni raccontano di un Bruzziches sul punto di costituire un gruppo autonomo. La sindaca non gradisce la prospettiva (non abbiamo mai conosciuto alcun sindaco contento di certe dinamiche, non sappiamo voi. Su altri sindaci conosciamo leggende di ogni tipo ma tutta roba che, tra insulti, sedie volate e parole poco carine nessuno ha mai immaginato di raccontare nei dettagli. Fatti privati, fatti politici, poco pertinenti con l’interesse collettivo secondo noi).
Ma torniamo alla cena in casa Bruzziches. Frontini e Cavini vanno a cena, nella prima sceneggiatura c’era scritto che la cena doveva essere in un ristorante (luogo poco adatto a portare a compimento il progetto di “minaccia a corpo politico”) e che Bruzziches avrebbe insistito per vedersi a casa sua ma i produttori e il regista hanno preferito cassare questa parte, non apportava nulla alla struttura narrativa e rischiava di confondere il pubblico.
Dicevamo che i due vanno a cena da Bruzziches e l’obiettivo, oltre quello di tracannare birra e pizza, sarebbe stato di “fermare” Bruzziches dalla sue intenzioni. Immaginate una rockstar a dieci minuti dal concerto. Immaginate che il batterista comunichi la propria decisione di non salire sul palco. La rockstar lo raggiunge nel camerino e il batterista dice che non sale perché la shampista non gli ha fatto i boccoli. Conoscete la risposta della rockstar? Ve la diciamo noi: “Ma lo sanno tutti che quella shampista è una stronza patentata. A mia cugina le ha tagliato male tutte le doppie punte perché è una cogliona”.
Immaginate quindi che il batterista lamenti che gli attrezzisti che hanno lavorato al montaggio del palco e al funzionamento di tutto il concerto non abbiano seguito alcune sue indicazioni. Sapete come risponderebbe la rockstar? Ve lo diciamo ancora noi: “Ma lascia perdere, lo sanno tutti che il 50% degli attrezzisti sono tutti sfaticati, non hanno voglia di fare niente. Il 50% sono da buttare ma questi attrezzisti abbiamo e ce li dobbiamo tenere”. E la storia andrebbe avanti così: il batterista lamenta e la rockstar gli dà ragione, carica e “straparla”. Perché lo fa? Perché deve salire sul palco, perché “the show must go on”.
Diciamo che quando fai il sindaco e vuoi tenere i tuoi dentro la maggioranza potresti “straparlare”. La critica alla fiction, scrivendo questo, comprometterebbe un po’ gli incassi del prodotto televisivo ma farebbe il suo lavoro. Ora non sappiamo se ci sarà una critica alla fiction ma la fiction ci sarà. Prepariamo tutti i pop-corn.


















