Presidenza, il Pd striglia Moricoli: "parole irriguardose, vogliamo condividere le candidature"
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Il Partito Democratico risponde alle parole di Paolo Moricoli che aveva criticato il duo Insogna-Moltoni e aveva detto che il Pd si sarebbe dovuto adeguare alla scelta dei civici per il nome del Presidente del Consiglio
Il gruppo del Partito Democratico risponde a Paolo Moricoli. Il consigliere “neo-civico”, così come viene definito dal Pd, di Viterbo Bene Comune era intervenuto nei giorni scorsi per dire che il Pd avrebbe dovuto accettare la decisione dei civici, usciti malconci dal rimpasto, per il nome del Presidente del Consiglio. Parole dure che hanno scatenato prima la rivolta di Insogna e Moltoni (qui) e poi quella del gruppo del Partito Democratico.
Nessuno di noi – scrive il gruppo Pd – dopo le settimane di tensione sulla formazione della giunta, immagina di aprire una polemica nella maggioranza sulla presidenza del consiglio. Non è utile, non serve a nessuno e non a caso, da subito, ci siamo resi disponibili e confermiamo la nostra volontà all’ipotesi che il presidente del consiglio possa essere espressione delle liste civiche. Evitando però posizioni, come quelle assunte sulla stampa dal neo-civico consigliere Paolo Moricoli.
Diktat o affermazioni tipo “prendere o lasciare” nei confronti del PD – aggiungono i consiglieri democratici – sono irriguardose, inopportune e non facilitano di certo le scelte dei consiglieri. Essere disponibili a confermare la presidenza ai “civici” non significa non poter valutare, condividere la stessa a partire dai profili delle candidature proposte, cosa che peraltro in questo caso è nella facoltà di ogni singolo consigliere”
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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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