Prende i pesci rossi ai piedi di Civita con un retino e li butta nella Valle, è caccia all'ittiofobico
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BAGNOREGIO - Una storia che ha avuto dei testimoni oculari, che però non sono riusciti a fermare l'autore di questo gesto perché non sono riusciti a comprendere in anticipo cosa stesse accadendo. 

BAGNOREGIO – Nel Bagnorese è caccia all’ittiofobico. Da qualche giorno le forze dell’ordine stanno passando in rassegna le telecamere che sono posizionate lungo la strada che porta a Civita di Bagnoregio. Stanno cercando di leggere la targa che possa portarli dritti dall’autore di un gesto che è davvero difficile comprendere.

Un uomo è arrivato con la macchina all’altezza del ponte di Civita, in prossimità della statua del maestro Alessio Paternesi che guarda il borgo sospeso sulla Valle dei Calanchi. Una volta arrivato in quel punto è sceso dall’auto, ha tirato fuori un retino, l’ha immerso nella fontana che si trova lì, ha pescato i pesci rossi presenti e li ha scaraventati tutti nella Valle. Poi è salito in macchina ed è scappato via. 

Una storia che ha avuto dei testimoni oculari, che però non sono riusciti a fermare l’autore di questo gesto perché non sono riusciti a comprendere in anticipo cosa stesse accadendo. 

Raccontandola si è però generata un’ondata di indignazione generale, anche perché quei pesci rossi erano benvoluti da tutti e accuditi. 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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