Prende a bastonate chi le capita vicino, paura a piazzale Gramsci
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La responsabile dell’aggressione, a cui in precedenza era stato interdetto il ritorno nel Comune di Viterbo in quanto destinataria della misura di prevenzione del foglio di via obbligatorio, è stata tratta in arresto per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e denunciata per il porto di strumento atto a offendere.

VITERBO – Impugna un bastone e semina il panico a piazzale Gramsci, aggredendo alcuni malcapitati, nel primo pomeriggio di domenica. Protagonista dell’azione una donna di 36 anni che, senza alcun motivo, ha dato vita a una scena di violenza assurda. Ad avere la peggio una donna cinquantacinquenne colpita violentemente al volto per la sola colpa di esserle transitata vicino.

La malcapitata, immediatamente soccorsa, è stata trasportata in ospedale dove le sono state diagnosticate contusioni ed ematomi multipli con prognosi di sette giorni.

L’immediato intervento degli agenti della Polizia di Stato, allertati da una segnalazione giunta al numero unico di emergenza 112, ha posto fine alle condotte violente e aggressive della donna. Si tratta di una trentaseienne di origini romene, nota alle forze dell’ordine perché già protagonista di simili episodi.

La stessa, tuttavia, prima di essere bloccata, ha opposto una strenua resistenza, colpendo con un bastone al braccio uno degli agenti intervenuti, costretto a ricorrere a cure mediche con prognosi di cinque giorni.

La responsabile dell’aggressione, a cui in precedenza era stato interdetto il ritorno nel Comune di Viterbo in quanto destinataria della misura di prevenzione del foglio di via obbligatorio, è stata tratta in arresto per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e denunciata per il porto di strumento atto a offendere.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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