Pratogiardino, torna la piazza di spaccio all'ingresso Palazzina
Pratogiardino
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Con ogni probabilità la piazza di spaccio di Pratogiardino è riapparsa a compensazione di quella smantellata, o comunque compromessa e quindi limitata, di viale Trento.

VITERBO – Il principale parco cittadino del capoluogo torna a “ospitare” una delle piazze di spaccio urbane. Erano anni che non accadeva, da quando diverse realtà associative viterbesi iniziarono a “riconquistare” il parco con la presenza, lo yoga, le iniziative. Era l’era Michelini, due sindaci fa. Da qualche settimana, ci segnalano i lettori, le cose sono tornate a essere brutte da queste parti.

La piazza di spaccio si è ristrutturata nella coda del parco, quella con le scalette che danno su via della Palazzina. Il resto dell’area verde è presidiato dai gestori del parco giochi per bambini e dal bar. E la presenza delle famiglie e delle persone in genere scoraggia i venditori di sostanze. Oggi ad aumentare il controllo del parco c’è anche la ruota panoramica.

La parte finale di Pratogiardino è invece molto male frequentata. Basta osservare il via vai. Macchine che si accostano su via della palazzina. Veloci “atleti” scalano le scalette. Il tempo del classico “passamano” e via, “la roba è acquistata”. Così chi si trova a passare da quelle parti, magari per portare a fare un giro il cane, rischia.

Con ogni probabilità la piazza di spaccio di Pratogiardino è riapparsa a compensazione di quella smantellata, o comunque compromessa e quindi limitata, di viale Trento. Qui la riqualificazione, la nuova illuminazione e il sistema di telecamere ha messo un punto. I cittadini confidano nelle forze dell’ordine. Da diverso tempo più presenti su tanti luoghi della città e pronti a intervenire.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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