Pratogiardino disseminato di tappi e fascette in plastica dopo l'evento di Capodanno
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VITERBO - La raccolta dei tappi, con buona pace delle mamme e dei papà, è diventato il gioco dell'anno in queste settimane. 

VITERBO – “Finuta la festa gabbato lu santo”. Il proverbio ci ricorda la facilità con cui dimentichiamo i nostri impegni e doveri una volta trascorso il momento per cui li avevamo assunti o avvertiti. Da Pratogiardino arrivano tante segnalazioni di un’indecenza: una marea di tappi di plastica e fascette dello stesso materiale lasciati a terra dopo i festeggiamenti del 31 dicembre scorso. 

Le quattro serate di musica nel principale parco cittadino hanno lasciato il segno. Non tanto, forse, in chi le ha vissute ma piuttosto in quei bambini e anziani che cercano di trovare in Pratogiardino un luogo dove passare qualche ora. La raccolta dei tappi, con buona pace delle mamme e dei papà, è diventato il gioco dell’anno in queste settimane. 

Se il Comune, animato da spirito ecologista e senso civico, non interverrà con una pulizia speciale generazioni di viterbesi potranno divertirsi a raccogliere e tirarsi tappi. Auguriamoci che la disciplina venga introdotta tra le gare olimpiche così che anche la città gialloblu possa conquistare una medaglia d’oro. Visto che con gli altri sport non ci è mai riuscito …

La festa è finita, l’immondizia invece è tutta lì sui viali bianchi. Buon anno nuovo. 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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