Pozzo delle Zitelle, in corso i lavori di chiusura. Così si recuperano 5 litri al secondo di acqua termale fino a oggi dispersi nei campi
Zitelle
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VITERBO - Nella zona doveva nascere, il progetto risale agli anni Settanta, una struttura importante. Nota a tutti come Itet, dal nome della società proponente.

VITERBO – Pozzo delle Zitelle, iniziati i lavori per il completamento del progetto di ricondizionamento. L’operazione consentirà il recupero di cinque litri al secondo di acqua termale a vantaggio del bacino, fino a oggi dispersi nei campi. 

L’acqua in questione fuoriesce da un pozzo scavato nel 1952 dalla società Terni e finisce nei campi sulla Tuscanese. Nella zona doveva nascere, il progetto risale agli anni Settanta, una struttura importante. Nota a tutti come Itet, dal nome della società proponente. Niente è mai stato fatto, fino a quando la concessione mineraria della società è scaduta.

Da anni si parla della necessità di chiudere il pozzo, nel 2019 l’allora assessore Contardo era arrivato a stanziare 135mila euro ma i lavori non sono mai stati conclusi. 

I lavori andranno a consolidare strutturalmente il pozzo ed evitare fuoriuscite e dispersioni di acqua termale. Per realizzare tale intervento, che prevede la rimozione dell’attuale rivestimento, si verificherà una consistente, ma comunque temporanea fuoriuscita di acqua termale, con possibili ripercussioni, , sul flusso delle altre emergenze ubicate nella porzione centrale del bacino.
Non appena bloccata la fuoriuscita, le acque termali delle altre emergenze torneranno nella norma.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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