Post terremoto: acqua non potabile in quasi tutta Viterbo e divieto di consumo
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"È vietato - scrive il comune di Viterbo - in via precauzionale e prudenziale, il consumo di acqua erogata tramite pubblico acquedotto, nelle zone servite dalla fonte idropotabile Settecannelle, ovvero nelle seguenti zone: Respoglio, La Quercia, viale Trieste, quartiere Paradiso, Ellera, quartiere Santa Lucia, quartiere Santa Barbara, strada Teverina da viale Trieste al centro geriatrico Giovanni XXIII".

Divieto di consumo di acqua del rubinetto per mezza città. “È vietato – scrive il comune di Viterbo – in via precauzionale e prudenziale, il consumo di acqua erogata tramite pubblico acquedotto, nelle zone servite dalla fonte idropotabile Settecannelle, ovvero nelle seguenti zone: Respoglio, La Quercia, viale Trieste, quartiere Paradiso, Ellera, quartiere Santa Lucia, quartiere Santa Barbara, strada Teverina da viale Trieste al centro geriatrico Giovanni XXIII.

Lo ha stabilito il sindaco Leonardo Michelini, con apposita ordinanza (n. 179 del 31 ottobre 2016), a seguito dell’odierna nota di Talete SPA con la quale comunicava l’intorbidamento, dovuto all’evento sismico di ieri, della fonte Settecannelle, con conseguente erogazione in alcune zone di acqua opalescente. Con la stessa nota Talete comunicava inoltre che, pur essendo in corso il monitoraggio chimico-fisico e batteriologico delle acque interessate, tuttavia, in via precauzionale e prudenziale, si riteneva opportuno predisporre apposita ordinanza sindacale per il divieto di utilizzo dell’acqua per uso potabile.
Tale divieto sarà valido fino a nuova ordinanza con cui si comunicherà la cessata necessità del divieto stesso”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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