Polveriera Pd, le anime viterbesi sempre più agitate
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Gli Stati Generali La Fune

Prendi l’olio e versalo in una bacinella d’acqua. Poi prendi uno smartphone scatta la foto e condividi su facebook con gli amici. Cosa scrivere sopra la foto? Pd viterbese. Più “impazziti” di una maionese preparata da un cuoco cieco il Partito Democratico locale è in apnea pre “congressone della Madonna”.

Giovedì gli ex popolari di Giuseppe Fioroni presenteranno nella sede di via Monte Zebio, in pratica l’ex sede della Margherita, un documento emblematico: “Il Pd non torni indietro”. Intanto il fioroniano Stefano Calcagnini, segretario dell’unione comunale viterbese dei circoli Pd, lancia appelli dai vari giornali per un partito capace di incedere sul territorio. Segnali di difficile interpretazione univoca inviati dritti dritti dalle parti di via Polidori, sede del Pd provinciale, dove siede il segretario Andrea Egidi. E’ lui che ha disegnato la delegazione viterbese dell’area Cuperlo, tutti di area ex Ds. Intanto uomini e donne ex popolari sono stati avvistati alla Leopoldina della sala Gatti. C’è un pezzo del Pd seduto sulla sponda del fiume, saranno mica i renziani?

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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