Provincia: ci abbiamo riso e pianto, ma ora basta. Sul serio.
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Ci abbiamo riso. Ci abbiamo pianto (si fa per dire). Ci siamo sgolati chiedendo che andassero tutti a casa. Li abbiamo derisi per gli ultimatum ad cazzum. Adesso è ora di finirla. Sul serio. Dai...

Ci abbiamo riso. Ci abbiamo pianto (si fa per dire). Ci siamo sgolati chiedendo che andassero tutti a casa. Li abbiamo derisi per gli ultimatum ad cazzum. Abbiamo perfino azzardato ragionamenti su quanto sarebbe stato opportuno fare questo o quello per uscire dalla crisi. Alla fine hanno vinto loro: ci hanno lasciato senza parole. Parliamo della crisi politica dell’amministrazione provinciale di Viterbo. Ecco, è una settimana che rimandiamo, ma non possiamo certo non parlarne per far finta che vada tutto bene. E allora ecco un rapido punto della situazione prima delle conclusioni.

 

 

Punto della situazione

Ancora la “nuova” giunta politica non c’è: manca il nome dell’assessore di Fratelli d’Italia, che arriverà (forse) – lo apprendiamo da altri giornali – dopo le elezioni europee.

 

Conclusioni

La politica a Palazzo Gentili è (volente o nolente) il principale sponsor per l’antipolitica. Mi rendo conto che la riflessione non è niente di originale, ma è ora di finirla. Sul serio. Dai…

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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