

VITERBO – C’è un filo sottile ma resistente che tiene in piedi l’economia della nostra provincia, fatto di resilienza, capacità d’investimento e di quella che gli economisti definiscono una “vitalità reattiva”. A fotografarlo con precisione è l’ultima indagine congiunturale presentata da Federlazio e intitolata “Le PMI del Lazio tra difesa attiva e vitalità reattiva”, condotta su un campione di cinquecento aziende regionali, di cui cinquanta radicate nel tessuto della Tuscia.
Nonostante un contesto internazionale segnato da profonde incertezze, tensioni geopolitiche e dai contraccolpi energetici legati all’escalation del conflitto in Iran, il bilancio del 2025 per le piccole e medie imprese viterbesi si è chiuso in termini complessivamente positivi, superando persino le previsioni della vigilia.
Fatturato e investimenti in controtendenza
I numeri parlano chiaro e raccontano di un tessuto produttivo che non si arrende. Nel 2025, ben il 60,7% delle PMI della Tuscia ha visto crescere il proprio fatturato, a fronte di una media regionale fermas al 40,9%. A registrare una stabilità è stato il 17,9% delle aziende, mentre la quota di chi ha chiuso in contrazione si attesta al 21,4% (migliore rispetto al 29,4% registrato nel Lazio).
Ancora più significativa è la propensione a investire, salita al 75% nel 2025 (era al 73,5% nel 2024 e al 71,4% nel 2023). Al primo posto tra gli interventi figurano la formazione professionale (43%), la digitalizzazione dei processi produttivi (15,8%) e la cybersecurity (15,2%). Un’attenzione crescente si registra anche verso l’Intelligenza Artificiale, con oltre un terzo delle aziende che ha già pianificato o avviato investimenti in questo settore.
Il nodo del lavoro e le ombre della geopolitica
Se la voglia di correre non manca, sul cammino delle imprese viterbesi si ergono ostacoli strutturali e minacce esterne. Da un lato c’è il mercato del lavoro: il trend occupazionale 2025 ha visto un 42,9% di aziende aumentare i dipendenti e un 39,3% confermare gli organici, ma ben il 56% degli imprenditori denuncia serie difficoltà nel reperire personale specializzato (nel 2024 la percentuale si fermava al 31%). Dall’altro pesano le incertezze internazionali: per il 35% delle aziende viterbesi il conflitto in Iran e la crisi energetica comporteranno contraccolpi di medio periodo in un equilibrio precario, mentre l’8% teme rischi seri per la continuità aziendale. 7
Le parole di Tiziana Governatori e le priorità per il territorio
A tirare le somme è il Presidente della Federlazio di Viterbo, Tiziana Governatori, che sottolinea la straordinaria vitalità del comparto ma lancia al contempo un monito chiaro alle istituzioni:«I risultati dell’indagine congiunturale sullo stato di salute delle PMI della nostra provincia nel 2025 ci consegnano l’immagine nitida di un tessuto imprenditoriale che resta vitale, malgrado l’incertezza geopolitica, i notevoli impatti dei costi energetici, le persistenti tensioni inflazionistiche e le difficoltà nel reperire nuovo personale, elemento fondamentale per garantire il futuro delle imprese». Il presidente di Federlazio rimarca come il salto di qualità compiuto dalle aziende debba essere accompagnato da risposte concrete sul fronte infrastrutturale e strategico. Dal percorso di valorizzazione della Zona Logistica Semplificata (ZLS) regionale all’accelerazione sul completamento della Orte-Civitavecchia, fino alle prospettive di potenziamento dell’Alta Velocità alla stazione di Orte. «Le nostre imprese hanno dimostrato di saper affrontare le difficoltà e di avere la capacità di investire e guardare al futuro: ora è il territorio che deve essere messo nelle condizioni di esprimere appieno il proprio potenziale».
















