Piscina comunale dal parcheggio quasi impossibile e intanto c'è chi lascia fermo il camper davanti al PalaMalè per mesi
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Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - Una scorrettezza che passa inosservata agli occhi di chi amministra la città e che si perpetua ormai da anni, senza che nessuno batta ciglio. 

VITERBO – (Foto Viterbo Centro Storico e Mobilità) Parcheggio quasi impossibile per i comuni mortali nella zona della piscina comunale eppure c’è chi ha acquistato un camper e pensa bene di lasciarlo fermo per mesi nel piazzale laterale del PalaMalè. 

L’autunno sta arrivando e fortunatamente sono molti i viterbesi, ma anche qualcuno che arriva dalla provincia, che scelgono la struttura della Larus per vivere qualche ora giornaliera di sport tra il nuoto e gli sport da palestra. La struttura è di fatto un’eccellenza ed è frequentatissima da persone di ogni età. Peccato che manchi il parcheggio. 

Si può girare anche per decine di minuti invano, per poi rassegnarsi e lasciare l’auto anche piuttosto lontano. Questo perché decine di posti auto sono di fatto “bruciati” in maniera stabile dai camper. Questi ultimi di certo non appartengono a turisti ma a viterbesi che hanno pensato bene di scaricare sulla collettività i loro ingombranti mezzi da vacanza, anche perché parcheggiarli in aree preposte peserebbe direttamente sulle loro tasche. 

Una vera e propria ingiustizia, che per avvantaggiare chi ha il camper penalizza chi paga gli abbonamenti per la piscina comunale e la palestra e che magari è costretto a fare centinaia di metri a piedi anche con bambini piccoli. 

Una scorrettezza che passa inosservata agli occhi di chi amministra la città e che si perpetua ormai da anni, senza che nessuno batta ciglio. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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