
Berlusconi è Berlusconi, piaccia o non piaccia da 20 anni strega e plasma le menti di milioni di italiani. Li ha portati dalla sua parte, li ha coinvolti e li ha resi fedeli. Berlusconi è partito da un nome evocativo (Forza Italia) da una campagna di comunicazione tesa a farlo apparire come uno del popolo (con il libro mastro sulla sua vita e gli slogan tipo “un presidente operaio”) e infine si è costruito una frangia di fedelissimi, pronti a tutto per difenderlo da ogni attacco e a sostenerlo ad ogni lamentela. Una costruzione perfetta della quale a Viterbo si è provato a farne un plagio, per un successo riuscito solo a metà.
È stato copiato lo spirito del nome (Viva Viterbo è simile a Forza Italia), parte della campagna di comunicazione sull’uomo e sulla lista capace di evocare un sogno (dicono niente le lanterne, i palloncini e le foto davanti al camino?), fino alle difese d’ufficio dei fedelissimi e il sostegno per i piagnistei più incredibili (“ce l’hanno tutti con me, ditemi perché mi odiate..”). Il “plagiatore” è ovviamente Filippo Rossi, ma sia chiaro che di Berlusconi ce n’è uno solo e questo atteggiamento, almeno a Viterbo, alla fine non pagherà.


















