Pestaggio in pieno centro, gruppo di pregiudicati semina il panico per 15 minuti tra Sacrario e San Faustino


Diverse "le location" del fatto violento: l'incipit a piazza del Sacrario, poi via Bella Vista e gran finale a San Faustino. Il ragazzo ha cercato, a più riprese, di sottrarsi, tentando rifugio all'interno dei negozi della zona. Quindici minuti di panico generale.
VITERBO – Un vero e proprio pestaggio nel centro storico di Viterbo. Il fatto si è verificato nel tardo pomeriggio, intorno alle 19, di giovedì 11 settembre. Vittima dell’accaduto un ragazzo, con precedenti penali, aggredito da tre pregiudicati.
Diverse “le location” del fatto violento: l’incipit a piazza del Sacrario, poi via Bella Vista e gran finale a San Faustino. Il ragazzo ha cercato, a più riprese, di sottrarsi, tentando rifugio all’interno dei negozi della zona. Quindici minuti di panico generale.
Poi l’arrivo della polizia. L’aggredito, l’unico rimasto sul posto, ha rifiutato le cure mediche e non ha sporto denuncia.

Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
















