Pestaggio a Valle Faul, in tre aggrediscono un tunisino con l'accetta. Probabile resa dei conti nel mondo dello spaccio
polizia
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VITERBO - Un vero e proprio raid. Il ragazzo viene colpito ripetutamente a mani nude dai tre (due nordafricani e un cittadino dell'est europa), poi uno di loro apre il cofano dell'auto e tira fuori un'accetta.

VITERBO – Regolamento dei conti, probabilmente per questioni di droga, nei pressi di Valle Faul. Tre persone, a bordo di una vecchia Mercedes, arrivano nel parcheggio di via Valle Piatta e cominciano a malmenare un tunisino. Un vero e proprio raid. Il ragazzo viene colpito ripetutamente a mani nude dai tre (due nordafricani e un cittadino dell’est europa), poi uno di loro apre il cofano dell’auto e tira fuori un’accetta. A questo punto scarica una raffica di colpi sul corpo del loro bersaglio, fortunatamente utilizzando il lato opposto alla lama. 

L’aggressione continua per un po’. Fino a quando i due nordafricani risalgono in macchina e partono. A quel punto l’uomo dell’est Europa che stava con loro salta sul tettino della macchina ed escono così dal parcheggio. 

Sulla situazione sono in corso indagini.

 

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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