
Non riesco proprio a capire perché abbiate sentito l’esigenza di cliccare su questo post. Per conoscere il nuovo blog? Perché avete letto “Turbe” e vi siete riconosciuti nello stato d’animo destabilizzante che avete ormai da un po’? Perché il gatto ha involontariamente toccato il trackpad?
Nessuno lo sa.
Ma colgo l’occasione, visto che ormai siete qui, per dirvi due parole ed introdurvi in questa nuova avventura. Questo è (o, per essere più precisi, sarà) un blog che conterrà post sul tema della città, del territorio, dell’urbanistica e dello spazio. Il titolo è un vezzo che ho scelto per accostare l’idea di alterazione e disturbo a quello di città, ed è legato all’obiettivo di scrivere da un punto di vista altro di un tema che troppo spesso viene trascurato. Forse ricalca un po’ la moda dei titoli composti che adesso va per la maggiore, ma devo confessare che dalle scuole elementari ho sempre avuto un debole per la teoria degli insiemi (a∈A contiene un qualcosa di poetico e incomprensibile davvero adorabile) e che ho provato a riprodurlo pensando a T appartiene a Urbe, Urbe è un sottoinsieme di Turbe e così via… ma non credo di esserci riuscita. Comunque non importa, ora il titolo è questo, lo vogliate o meno.
Se state leggendo qui, forse non è per colpa del gatto, e questo mi sorprende davvero. Perché, se lo steste facendo guidati dal fuoco sacro della curiosità verso i temi urbani, beh… sareste davvero più unici che rari, in un panorama sociale e culturale che continua ad approcciarsi alle questioni territoriali e spaziali in un modo fin troppo superficiale e calato dall’alto. Perché l’urbanistica non è fatta solo di piani regolatori, regolamenti edilizi, burocrazia e vincoli. È fatta di persone che vivono in uno spazio e che si relazionano con esso.
Questo blog non ha le pretese di risolvere problemi o consigliare le medicine per la guarigione, ma vuole solo presentare le opinioni di un’urbanista, che vive in una città e che vuole confrontarsi con chi leggerà.


















