Per Viterbo suona la campanella, oggi primo giorno di scuola

VITERBO - I posti di docenza sono tutti coperti, mancano al momento però le unità aggiuntive promesse dal Ministero. In arrivo anche il personale di sostegno: 110 alle superiori, 90 per la primaria, 42 all'infanzia e 126 alle medie.
VITERBO – Suona la campanella anche nel capoluogo. Questa mattina, giovedì 24 settembre, gli studenti delle scuole di Viterbo torneranno in classe.
Con dieci giorni di ritardo rispetto a quanto stabilito dal ministero e in seguito all’ordinanza del sindaco Arena che ha posticipato l’apertura dopo un’ispezione nelle strutture scolastiche del territorio e la valutazione che serviva del tempo in più per garantire il rispetto delle disposizioni anti Covid.
I posti di docenza sono tutti coperti, mancano al momento però le unità aggiuntive promesse dal Ministero. In arrivo anche il personale di sostegno: 110 alle superiori, 90 per la primaria, 42 all’infanzia e 126 alle medie.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.


















