Pedali, "santi" e fatiche sui Monti Cimini: la terza edizione della KOM Cimini è servita
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Atteso Silvio Martinello, campione olimpico e pistard leggendario.

VITERBO – Qui nel mondo di Tuscia la gente non ha più pace. C’è chi corre dietro alle automobili, chi si affanna dietro alle carriere e chi, bontà sua, decide di “dare testate” col mento contro il manubrio della bicicletta sui Monti Cimini. Perché a Viterbo, quando arriva settembre, scatta la febbre della KOM Cimini.

Quest’anno, per la terza edizione, l’hanno fatta grossa. Non contenti di far faticare i cristiani sui pedali, hanno messo su un puzzle che mette insieme lo sport, la cultura e il buon Dio. E la cosa più seria di tutte, badate bene, è la sicurezza stradale. Perché il Signore ci ha dato le gambe per camminare e la testa per pensare, ma la strada appartiene a tutti, persino a quelli che guidano il camioncino dei cocomeri tirando dritto.

Le danze, o meglio, le pedalate, si aprono venerdì 5 settembre alle ore 18.00 alla Sala Convegni di Unindustria, in Via Faul. E qui sul palco sale un pezzo grosso da novanta, il signor Silvio Martinello, campione olimpico e pistard leggendario che oggi parla alla RAI con la stessa facilità con cui noi beviamo un bicchiere di vino. Insieme a lui ci sarà Alessandro Fabretti, volto storico di Rai Sport che ha raccontato il Giro d’Italia quando noi eravamo ancora in fasce. Si parlerà di fatiche, di giovanotti che sgommano e, soprattutto, di come non farsi stirare sull’asfalto. L’ingresso è gratuito, il che è un miracolo che persino il sagrestano si leva il cappello.

Poi, il giorno dopo, sabato 6 settembre, comincia la fiera del dolore muscolare: i Tre Giganti della Tuscia. Ottantuno chilometri di boschi secolari e milleseicento e rotti metri di salita, con quei famosi “Tre Muri” che toccano il venti per cento di pendenza. Roba da raccomandarsi l’anima al Creatore e ringraziare che ci pensi la gravità a rallentare la corsa. E per chi non vuole sputare i polmoni sulla ghiaia, c’è il trekking urbano tra i vicoli di Viterbo, i chiostri e Santa Maria Nuova, così marito e moglie son contenti tutti e due: lui piange in bicicletta e lei guarda le bellezze artistiche.

Insomma, che siate sfreccianti agonisti o placidi camminatori della domenica, segnatevi la data. Perché la bicicletta, piaccia o non piaccia, è come la coscienza: se non spingi sui pedali, resti fermo nel fosso. E il buon Dio, dall’alto, guarda e spera che almeno stavolta non caschi nessuno.

Per contatti: ASD Gruppo Ciclistico Viterbese Email:
gcviterbese@gmail.com

Sito Ufficiale: www.komcimini.it

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Per quindici anni la madre del grande Napoleone fu sepolta nella chiesa delle Monache Passioniste a Tarquinia.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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