
VITERBO – Patto della notte, Palazzo dei Priori vuole estendere l’orario di apertura dei locali ma il Comitato di quartiere San Pellegrino si mette di traverso e preannuncia battaglia.
L’intenzione della giunta comunale è di estendere l’orario di chiusura dei locali notturni nel centro storico nella seguente modalità: lunedì-giovedì ore 01.00; fine settimana ore 02.00.
Secondo l’assessore Silvio Franco, la situazione è sotto controllo e la giunta comunale valuta positivamente la fase di sperimentazione avviata di revisione degli orari precedentemente stabiliti dal cosiddetto Patto della notte.
Da parte dei rappresentanti del Comitato di quartiere, nel corso di uno specifico incontro in Comune, è stata espressa e ribadita la contrarietà a una misura di allungamento degli orari di chiusura notturni dei locali perché “si corre il rischio di tornare a una situazione invivibile nella quale la malamovida, nociva per i residenti, torni a caratterizzare la vita del centro storico e del quartiere San Pellegrino che per il Comitato di quartiere deve essere il luogo privilegiato dell’obiettivo della città d’arte turistico-residenziale”.
A convincere poco i residenti è la mancata intenzione della giunta comunale di aumentare i controlli notturni della polizia municipale per verificare l’osservanza delle norme prescritte ai locali e lo stato di ordine pubblico.
“Il rilancio del centro storico – secondo il Comitato di quartiere – deve essere perseguito in funzione e in coerenza con la prospettiva strategica della città d’arte turistico-residenziale. Il Comitato di quartiere è favorevole a una movida compatibile con le esigenze e i diritti di residenti e ospiti”.
Durante l’incontro l’assessore Franco ha, di rimando, manifestato la volontà di prendere in considerazione proposte concrete per lo sviluppo di attività diurne nel quartiere San Pellegrino. Essendo consapevole che la sentenza della Corte di Cassazione, che ha stabilito in modo inequivoco i diritti dei residenti contro la malamovida e le responsabilità a carico degli enti locali su questo tema, pone dei limiti e delle condizioni che, se non rispettate, espongono il Comune a rischio di condanna giudiziaria. In ottemperanza al verdetto della Suprema Corte, a livello nazionale i Comuni si sono dovuti adeguare introducendo misure di forte restrizione degli orari notturni dei locali e stretto monitoraggio della movida notturna.
L’assessore Franco ha del resto ipotizzato la revisione del Patto della notte al cui interno sarebbe disposto a inserire la clausola dell’installazione di sensori per monitorare l’impatto acustico dei locali che deve restare nei limiti di legge (con conseguenti sanzioni in caso di illecito).


















