Parco dell'Arcionello, Comune e Provincia al lavoro per dare al capoluogo il suo polmone verde
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VITERBO - Parco dell'Arcionello, dare un futuro a quest'area verde è possibile. L'operazione si muove sull'asse Palazzo Gentili - Palazzo dei Priori, tirando dentro la Regione Lazio, i privati e le associazioni che negli anni hanno lavorato tanto per ritrovare sentieri e tracciare percorsi. 

VITERBO – Parco dell’Arcionello, dare un futuro a quest’area verde è possibile. L’operazione si muove sull’asse Palazzo Gentili – Palazzo dei Priori, tirando dentro la Regione Lazio, i privati e le associazioni che negli anni hanno lavorato tanto per ritrovare sentieri e tracciare percorsi. 

Stamattina il Tavolo per l’Arcionello ha visto presenti il numero uno della Provincia Alessandro Romoli, il primo cittadino del capoluogo Chiara Frontini, il direttore regionale all’Ambiente Vito Consoli, il responsabile Ufficio Parchi e Risorse Forestali Lucia Modenesi, l’assessore provinciale all’Ambiente Ermanno Nicolai e i consiglieri comunali del capoluogo De Alexandris e Nunzi. 

All’incontro sono stati fissati i primi obiettivi: ripulire l’area del parco (se ne occuperà la provincia), recuperare le strutture dell’acquedotto presenti (lavoro che toccherà al Comune di Viterbo). Quindi la parte più importante: la stesura di un piano di gestione complessiva dell’Arcionello. Ne esiste uno del 2014 che va rivisto. 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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