
VITERBO – Il Palazzo di Donna Olimpia a Porta San Pietro da delizia a croce per un pezzo importante del centro storico. L’edificio, dalla metratura impressionante e di proprietà comunale, è diventato un elemento di degrado pauroso in un punto dell’area monumentale che invece dovrebbe essere strategico.
Provate a pensare a quale sia la porta della città di Viterbo più vicina e comoda a San Pellegrino. Ve lo diciamo noi: Porta San Pietro. Da qui potrebbero entrare i turisti condizionati a una visita veloce del centro, per esempio i crocieristi. Peccato che nessuno abbia mai impostato una fruizione turistica della città da Porta San Pietro e che tutta questa zona sia caduta in un terribile degrado.
La madre di tutti i problemi va individuata proprio nel palazzo di proprietà del comune. Eppure nel 2020 era arrivato sui tavoli di via Ascenzi un project financing che poteva cambiare molte cose. Privati erano disposti a investire dodici milioni di euro per ridare nuova vita al Palazzo di Donna Olimpia a Porta San Pietro.
All’epoca il palazzo ospitava una serie di associazioni locali. L’assessorato al Patrimonio si adoperò per dare loro una nuova destinazione in via Emilio Bianchi, presso altri spazi di proprietà comunale. Così facendo liberò il campo e aperto a qualsiasi prospettiva la situazione.
A presentare il project era stata una società italo-inglese, che aveva l’obiettivo di realizzare appartamenti per studenti universitari. Un’operazione che avrebbe permesso anche di riaprire il viale dell’Abate, di collegamento con l’area di San Pietro e quella di Santa Maria delle Fortezze.
Ma la cosa non è mai andata avanti. Le associazioni hanno trovato una nuova sede, i privati non hanno investito e oggi il palazzo minaccia crolli, costringendo a riempire di transenne via San Pietro. E come se non bastasse tra le transenne e il muro è nata una “fratta” di vegetazione spontanea, che peggiora ancora di più le cose.


















