

VITERBO – Tra le tante frasi di senso attribuite a Warren Buffet, guro mondiale della finanza, ce n’è una interessante: “Le persone definiscono gli spazi e gli spazi definiscono le persone”.
Una riflessione espressa in poche parole che apre un mondo. In estrema sintesi potremmo tirarci fuori qualcosa del genere: “Gli spazi, le funzioni che gli spazi svolgono e a cui questi sono attribuiti determinano anche gli atteggiamenti di chi li vive”.
Riteniamo che anche il modo in cui chi amministra una città organizzi gli spazi dell’amministrazione possa avere influenze positive o negative su chi ci lavora. Partendo da qui vogliamo aprire un ragionamento su Palazzo del Drago, sede storica dei Servizi Sociali in pieno centro storico. In una città di più di 60mila abitanti, con diverse frazioni importanti e popolose, ha senso tenere un assessorato come questo in pieno centro storico?
Visto il tipo di servizi che eroga non sarebbe più funzionale e facilmente fruibile spostarlo fuori dal centro? E al tempo stesso non avrebbe più senso destinare questi spazi per ospitare assessorati attinenti con il centro storico, la promozione turistica e magari la cultura?
Certo l’organizzazione delle deleghe voluta dall’attuale amministrazione non rende particolarmente facile il compito. Innanzitutto salta all’occhio l’assenza di una delega specifica sul centro storico, cosa esistita in passato e che forse non sarebbe così inutile.
Poi le deleghe attinenti a questo comparto di fatto sono distribuite tra gli assessori Silvio Franco (Sviluppo economico locale e turismo), Vittorio Sgarbi (Bellezza e Monumenti) e Alfonso Antoniozzi (Cultura).
Eppure trasformare Palazzo del Drago nel cuore pulsante di un’azione amministrativa seriamente incentrata sul rilancio del centro storico, sulla promozione del commercio e della cultura, sull’attività di film commission sembrerebbe una buona gestione dello spazio. Soprattutto renderebbe ben individuabile il luogo di un lavoro organico e strutturato e più chiaro, anche per chi deve lavorare, il progetto di fondo.

















