Palazzo dei Priori vuole riqualificare La Zaffera, un milione e 800mila euro di fondi
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VITERBO - Dal Comune quindi un'azione concreta che punta a cucire una brutta ferita nel cuore di Viterbo con il recupero di un'ampia metratura destinata a diventare uno spazio multimediale a disposizione dei giovani e degli studenti universitari.

VITERBO – C’era una volta il ristorante La Zaffera, nel cuore dell’area monumentale del capoluogo. Poi, alla chiusura dell’attività, l’importante stabile di proprietà comunale è rimasto parcheggiato. Tanto che sta andando alla malora. 

Palazzo dei Priori ha approvato la delibera che punta a liberare e scaricare a terra risorse importanti provenienti dalla Regione Lazio. Si tratta di fondi denominati FESR – Obiettivo di Policy 5 “Un’Europa più vicina ai cittadini”. Tra questi anche un milione e 800mila euro per La Zaffera. 

Dal Comune quindi un’azione concreta che punta a cucire una brutta ferita nel cuore di Viterbo con il recupero di un’ampia metratura destinata a diventare uno spazio multimediale a disposizione dei giovani e degli studenti universitari. Un modo per portare persone in quella parte di centro dove sono nati negli anni tanti locali e ristoranti. 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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