Palazzo dei Priori, Ugo Poggi non si muove dalla maggioranza
Foto Ugo Poggi
Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - Uscendo dalla maggioranza effettivamente sarebbe destinato all'ininfluenza politica certa, destino scelto da Chiatti e Bruzziches. Considerando anche il basso numero di preferenze di Poggi per lui sarebbe anche complicato immaginare una rielezione in caso di caduta della sindaca Frontini e nuove elezioni. Difficile vincere due volte "la lotteria".

VITERBO – Ugo Poggi resta in mezzo al campo e continua la partita. Fedele al motto “squadra che vince non si cambia”, manda a vuoto tutti quelli che, in questi mesi, hanno tentato di tirarlo per la giacchetta vedendo in lui la possibilità di terremotare la maggioranza a Palazzo dei Priori. 

Ha resistito alle sirene, sicuramente avrà anche tentennato ai richiami di Forza Italia (che con ogni probabilità ha anche votato alle provinciali) ma alla fine ha prevalso in lui la realpolitik. 

In queste ore ha rilasciato dichiarazioni chiare sul suo futuro collocamento politico, indipendentemente da quelle che saranno le mosse dell’assessore Vittorio Sgarbi, nella cui lista ‘Io apro Rinascimento’ Poggi “ha vinto” un posto in prima fila in Sala d’Ercole. 

I bene informati dicono che come consigliere punti a fare qualcosa legato all’arte, animato dalla convinzione che proprio l’arte deve giocare un ruolo determinante nella qualificazione del centro storico di Viterbo. Quindi il suo rimanere in maggioranza non sarebbe un atto di rispetto verso chi lo ha votato ma anche e soprattutto una questione pragmatica in linea con qualcosa che vuole legittimamente fare per la città in qualità di consigliere. 

Uscendo dalla maggioranza effettivamente sarebbe destinato all’ininfluenza politica certa, destino scelto da Chiatti e Bruzziches. Considerando anche il basso numero di preferenze di Poggi per lui sarebbe anche complicato immaginare una rielezione in caso di caduta della sindaca Frontini e nuove elezioni. Difficile vincere due volte “la lotteria”. Ma questo Poggi l’ha capito da tempo, a non capirlo quanti vedevano in lui l’ultima speranza di creare problemi numerici seri alla maggioranza. 

 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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