
VITERBO – E se Marco Bruzziches facesse “la mossa del gambero”? Nell’universo della politica tutto è possibile, anche le cose all’apparenza più strambe possono accadere e alla fine le posizioni di ognuno sono dettate dall’opportunità e dall’interesse (emotivo, economico, affettivo, di benessere psicologico, etc). Gli istinti, come i desideri, possono essere piuttosto mutevoli e i cambi di casacca in ogni direzione sono all’ordine del giorno.
Nell’aria ci sono dei rumors ma il più delle volte, non sempre per dire la verità, se tuona da qualche parte piove. E potrebbe piovere proprio su Palazzo dei Priori. I più attenti sembrano notare una perdita di appeal politico tra Marco Bruzziches e Letizia Chiatti. Si registra un certo silenzio da parte di Bruzziches mentre la Chiatti – basta scrollare i social delle pagine Facebook che cannoneggiano ogni giorno l’immagine della sindaca Frontini (bene informati dicono che i cannoni siano capitanati da ex del movimento Viterbo2020 non entrati in Comune con il voto popolare, non ascoltati e quindi risentiti) – è sempre piuttosto dinamica e “sul pezzo”.
Una asimmetria tra i due fuoriusciti dalla maggioranza che è stata registrata anche nelle ultime sedute di consiglio. Un esempio è il voto sulla transazione Colleverde dove Chiatti è uscita dalla sala d’Ercole e guardandosi indietro non ha trovato Bruzziches, rimasto sul proprio banco e astenutosi.
Obiettivamente la posizione di Chiatti e Bruzziches è molto diversa. La prima ha legittimamente deciso di andare all’opposizione e ha sicuramente i suoi motivi. Il secondo ha sviluppato un posizionamento più complesso e si è esposto molto. Infatti non ha semplicemente fatto il salto tra i banchi dell’opposizione ma è stato l’epicentro di un’indagine della Procura che ha aperto un procedimento contro la sindaca e il marito. Bruzziches è l’uomo della “famosa” cena registrata, delle “presunte minacce subite”. Quindi sarà figura coinvolta in un processo che sicuramente ha dei rischi per tutti i coinvolti (come accade in tutti i processi) ma anche dei costi (sia economici che psicologici che d’immagine). Una posizione quella assunta da Bruzziches che magari sta scomoda allo stesso a distanza di mesi. Sì perché i processi sono così, a volte rischiano di logorare più gli accusanti degli accusati.
E mentre tutti gli avvocati garantiscono ai propri assistiti il trionfo la realtà insegna che può accadere di partire per vincere a mani basse e ritrovarsi con i pugni pieni di mosche. Da una “ricomposizione” politica Bruzziches potrebbe avere dei vantaggi. E questo sarebbe sicuramente un grande colpo di scena.
Tra l’altro “il passo del gambero” di Bruzziches legherebbe le mani anche alle minoranze che nel primo passaggio all’opposizione hanno in qualche modo “applaudito” non sollevando minimamente la questione (per noi ridicola in democrazia ma il più delle volte generalmente cavalcata in maniera demagogica) del non rispetto del voto popolare. Criticarlo per un ritorno sulla posizione iniziale con un secondo cambio di casacca diventerebbe argomento scivoloso adesso. E un “passo del gambero” di Bruzziches manderebbe in tilt anche molta narrazione sulla vicenda spinta tantissimo in avanti, sempre per delegittimare la sindaca Frontini come una sorta di mostro, nei tribunali del popolo di Facebook. Dal lato della sindaca un ritorno a casa di Bruzziches avrebbe effetti anche mediatici positivi, ridurrebbe la vicenda a un litigio sfuggito di mano dove ognuno ha i suoi torti. E ovviamente le darebbe un uomo in più nello scacchiere della Sala d’Ercole, puntellando la maggioranza.
Non sappiamo se Bruzziches farà il “passo del gambero” o meno. Sicuramente avrà finito di leggere ‘Delitto e castigo’ di Dostoevskij come consigliammo un po’ a tutti i protagonisti di quella vicenda di fare quando sembrava che Viterbo fosse diventata la nuova Gomorra. Chissà cosa starà pensando Bruzziches? Se è preso da dubbi amletici o già li ha sciolti. Una cosa su di lui ci sentiamo di dirla: l’intuizione che bisogna mettere mano alla situazione del patrimonio del Comune di Viterbo è sacrosanta. Bruzziches quando si batteva per portare la trasparenza sul patrimonio (a chi sono affittati gli spazi comunali? quanto pagano? gli affitti in essere sono congrui? dietro a certi affitti si nascondono regalie del passato andate avanti per decenni?) aveva ragione. Il tema è centrale e lui, come consigliere, l’ha capito. Quella battaglia non deve fermarsi (è stato questo il vero danno di tutta la vicenda Bruzziches e i suoi risvolti in Procura no le ripercussioni sull’immagine di Chiara Frontini di cui potremmo anche fregarcene).
E se sul “passo del gambero” dell’eventuale ritorno in maggioranza non ci sentiamo di dare consigli al consigliere ci raccomandiamo di non fare il “passo del gambero” nella battaglia sul patrimonio, rinnovandogli ogni tipo di appoggio e supporto su questo come giornale. Così come gli avevamo proposto a fine 2023 in un veloce incontro in Sala Regia. In quell’occasione declinò elegantemente e francamente non capimmo il perché. Poi ci divenne evidente: la sua mente era stata offuscata dall’idea di una battaglia politica da condurre. Ma oggi le cose sono cambiate e sul patrimonio è giusto che il consigliere torni a battersi. Perché sono queste le cose fatte davvero nell’interesse della città e dei viterbesi.

















